Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; PEPE GUGLIELMO ; STATELLA GIOVANNI ; GUERRA 1848-1849
anno <1919>   pagina <153>
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Guglielmo Pepe e il ritorno dette truppe napoletane, ecc. 153
L'effetto che produsse il suicidio del Lahalie sui soldati fu di irritarli ancor più. Lo Zola ne rimase quasi demente. Gli ufficiali propensi- a passare oltre il Po furono guardati a rista come sospetti, e i sottufficiali ordinarono alla retroguardia di far fuoco sugli sban­dati e sui ritardatari. '
In quel frattempo, il Correnti, il Leopardi, tornato a Bologna nella notte sul 30 pronto a qualunque sbaraglio , ed altri benemeriti cit­tadini teneri della italiana indipendenza facevano mille sforzi per trat­tenere le truppe, o almeno per incoraggiarne una parte a ritornare sui propri passi.2 Ma con scarso successo.
Secondo notizie attendibilissime, che'ricavo daU'ANOtfQlo. più Tlté; citato, dalTuscir di Ferrara sino a Ravenna 5 ufficiali dello Stato Ma g-giose, 3 di artiglieria, 5 di fanteria, con alcuni sottufficiali e soldati appartenenti per lo più al 7 reggimento di lìnea-*, mi centinaio in tutti, abbandonarono la colonna, ritornandb a Ferrara. Un altro cen­tinaio circa se ne distaccò nelle tappe successive, arruolandosi fra i
gieo tatto con. queste parole: TI colonnello Lahallo (qualunque fosso il suo pen- sare in politica) indegnato da tanta turpitudine delle truppe, è morto alla romana, uccidendosi, per non farsi strumento di cosfestremo disonore (Lettere, eco., ed. da "V. IMBRIANI, p. 66). Il fatto elio il Iiahalle troncò i suoi giorni dopo aver letto l'uffizio del Pepe non lascia alcun dubbio sulla causalo del suicidio, ohe non fu - o non fu soltanto - la turpitudine * dolle truppe - come disse il Poerio e tutti ripetettero, - ma la ingiusta accusa fattagli dal generalo supremo. Se il JD. fosso rimasto addolorato semplicemente perchè le truppe gli avevano disobbedito, si sa­rebbe ucciso prima, p cioè a J?errara quando avvenne la ribellione, non dopo, du­rante il ritomo.
1 ANONIMO, ATarraswm:, eecij C; Correnti al Governo provvisorio della Lom* Cardia, Bologna, 1" giugno 1848, Jfeflfr* scelti, U, 44. Lo ZofcA parlò nella sua relazione del suicidio del I/ahalle dicendo né più nò meno di questo: Così il eo-
< lonnelio Iiahalle disgraziatamente troppo credulo non fosse stato, e si violente
< mente scosso dagli epiteli infamanti, che il generale Pope lanciava sa quella troppa fedele ! JSbn si deplorerebbe al presente la perdita funesta di un uomo, di cui ognuno conobbe gli onorati principi ohe l'animarono e l'affetto mostrato
< in. tutti t tempi al Be .
a furono inviati allo scopo parecchi emissari, alcuni dei quali provvisti di denaro fornito dal Correnti per incarico del Governo milanese. Uno dei sussi-diati fu quel tenente Camillo Bòldoni di artiglieria, ohe insieme a Rodolfo Audinot della Civica bolognese: tentò invano di far tornare la batteria della la divisione (IÌEJOPAJMH, pp. 216-217; TTLLOA, pp. 38-39). Altro emissario fu il celebre padre A. Gavazzi, che il 31 maggio tentò di arringare I Napoletani ; ma non c'era luogo a prediche come scrisse il COBBBSTI, Scritti scelff, li, 44