Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; PEPE GUGLIELMO ; STATELLA GIOVANNI ; GUERRA 1848-1849
anno <1919>   pagina <154>
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154 Paladino
volontari delle città pontifìcie, t questi furono tutti i Napoletani ap­partenenti alla la divisione, cbflisol>nedendo agli ordini del Governo, non tornarono nel Regncfc*
Quali furono le cagioni di questo fatto? Si è già visto che i Ro­magnoli tennero un contegno ben diverso da quello sperato ed an­nunziato, e che essi non opposero ai Napoletani tutti gli ostacoli di cui si era parlata Ma conviene ricordare anche che le autorità pontificie nulla fecero in fondo per impedirei il ritorno delle truppe, cosi come prima non ne avevano favorita l'andata.3 Quanto affermo è indiscuti­bilmente provato dalle testimonianze del Correnti e degli altri scrittori di parte liberale, come pure dalle relazioni diplomatiche del console di Ancona e dell'ambasciatore alla Corte pontificia.8
1 Esagerò dunque anche il Correnti, che pure: fu il più cauto di tutti, nello scrivere a Milano che a furia di mandare emissari riuscisse a raggranellarne in l'errar un trecento , Scritti scelti, H, pp. 4546. Secondo I'TTLLOA, p. 37, al­cune centinaia di Napoletani, fra soldati e sottufficiali, rimasero a Ferrara fin dalla partenza della 1" divisione; ma non può essere, perchè la ritirata vera e propria cominciò non a Ferrara, ma fuòri della citta al bivio fra Malalbergo ed Argenta.
2 Per il contegno del Governo pontificio rispetto alla spedizione napoletana in Alta Italia rimando a quanto dico nella Memoria già citata.
8 C. Correnti al Governo provvisorio di Lombardia, Bologna, 30 maggio 1848, in Scritti scelti, II, p. 42 : Se ninno si move al riparo, se il Governo di qui non mostra maggiore energia, temo qualche brutto precipizio ; lo stesso allo stesso, 1 giugno (ivi, p. 44): II. Governo si porta peggio che rimessamente : Lovatelli, prolegato di Ravenna, vietò ohe si affiggessero gli ordini del giorno di Pepe. Il prolegato di Bimini mandò una deputazione incontro ai disertori. Tutte queste mezze connivenze si onestano con la scusa della paura ; lo stesso allo stesso, 2 giugno (LyJj p. 45) : I Napoletani nel venire dovettero, per invito del Governo
< pontificio, procedere a battaglioni separati, e cosi perdettero una buona settimana nella marcia scalare per raccogliersi intorno a Bologna ; ora tornano grossi e ran noduli senza ohe questo Governo, si meticoloso dapprima, abbia fatto li menomo
< tentativo per fermarli . Y. poi i dispacci del Imdolf al Cariati del 6 e 8 giugno 1848 (ARCHIVIO J>I STATO IN NAPOLI, Affari esieri, Roma, fascio 1528), nei secondo dei quali si legge; UH. Consolo di Ancona mi informa con suo rapporto del 5 cor- rente che il corpo dello nostro truppe sotto gli ordini del colonnello Zola con-
< tinuava la sua marcia verso il nostro confino, ove sarà por giungere dopodomani, mantenendo la più. esatta ed esemplare disciplina. Sino a quel momento, in cui 4 il detto console scrivo, rimettendomi copia di un rapporto direttogli da Sinigaglia
< dai colonnello, si rileva che da per tutto nel loro passaggio le truppe hanno ri-
< cevuta quell'ospitalità loro dovuta Il contegno delle autorità pontificie fu de­plorato anche dal PEPSI e dall'UÉLOA,