Rassegna storica del Risorgimento
LEONE XII ; PIO VI ; V
anno
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1963
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pagina
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514
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Guido Verucci
di Maria Vergine, uel quale finirono le carte dellMmicma cattolica, al momento del suo scioglimento, nel 1828.
L1Amicizia cristiana fondata dall'ex gesuita Nikolaus Joseph. Albert von Diessbach, è una delle società segrete cattoliche sorte prima, durante e dopo l'epoca rivoluzionaria, per contrastare l'opera delle società segrete di illuminati e di massoni. Che la prima associazione dfilTAmicizia cristiana sia nata a Torino si spiega con il fatto che il Piemonte era la regione italiana più sensibile, per ragioni di vicinanza, alla propaganda illuministica francese (Introduzione, p. xvm). Il Bona rileva giustamente che la nascita dell4midzra, pur non essendo in relazione diretta con la dispersione della Compagnia di Gesù avvenuta dopo il 1773, dato clic è possibile rinvenire anche prima di questa data progetti che si riferiscono a essa, risponde alla sentita necessità di colmare il vuoto lasciato dalla scomparsa dei gesuiti, di una milizia, cioè, dedita a una difesa attiva della religione e del papa, indissolubilmente uniti. Del resto, Diessbach e i suoi seguaci miravano fra l'altro alla ricostituzione della Compagnia (pp. 203 ss.}. Che molti ex gesuiti siano alle origini della Pia Associazione per la stampa, fondata anch'essa dal Diessbach intorno al 1776, e poi àeWAmidzia Cristiana, che ne ereditò in parte lo spirito, è un fatto che non può meravigliare chi appena abbia sentore della importante funzione, tutt'altro che completamente lumeggiata, svolta dagli ex gesuiti, nell'ambito della rinascita cattolica tra la fine del secolo XVIII e l'inizio del XIX. Basti pensare che da un ex gesuita fu incoraggiata, se non addirittura fondata, un'altra importantissima società segreta di origine francese, quella dell'Orare des Ghevatìers de là Foiji) ;é che, più general* mente, molti ex gesuiti, soprattutto spagnoli, sono con i loro scritti alla testa del movimento cattolico di reazione alla Rivoluzione francese e alla sua diffusione in altri paesi; che inoltre gli ex gesuiti dettero un cospicuo contributo alla S"ibi* scita del ncotomismo in Italia nel primo Ottocento.2)
Scopi dWAmictàU(iritianQy la cui data di fondazione ii Bona spoeta, con persuasivi argomenti, del 1775 al 1779-1780, erano quelli di creare in tutta Europa ristretti circoli di persone coltivanti la perfezione cristiana e di combattere gli avversari della religione adoperando la loro; stessa arma, la stampa (p. 31). Perciò la ìnàggioxe attività spiegata dall'Amicizia fu proprio la diffusione di litri e opuscoli d'ispirazione religiosa. Si (può e si deve aggitmgerey tuttavia* ohe uno degli elementi' più importanti che mostrano la volontà dell*. mietsta di met* tersi sul terreno stesso degli avversari è il segreto: il Bona, lungi dal sottolinearlo, si preoccupa di escludere qualsiasi relazione douMmiewéa con lo società massoniche, (pp. 60-61). Ora, là: struttura dell'Amicizia sembra d'impronta chiaramente massonica, gli amici veri e pr.opri, in numero limitatissimo, si raunca> vano infatti alcuni collaboratori, .detti rechercheurs e recheréheuses des ames, che operavano indipendentemente gli uni dagli altri, senza neanche conoscere la
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J) Cfr. G, DB BERTIBB DB SAUVIONY, LO eomté Ferdinand de Bcrtier [1782-186 et Vnwnt! de h Congrfigation, Paria, 194-8, e la rcccniùono a questo libro di A. LATITA, in Rivista mrUfi iMlianosÈSM (1950 pp> lèi- ehfc, aridaiKfc oìtr il punto di' vjaja del Bertier de Snuvigny, secondo cui l'associazione potrebbe essere stata incoraggiata da qualche ex gesuita, formula l'ipotesi che essa sia stata proprio fondata da un ex gesuita,, forse il Barraci.
2) SI v. per esempio M. BATOLO nr, Boluisar Masdeu y el ncoescalasticismo italiano, in Analecta sacra Tarracanansìtt, 1912, fase. I, pp. 171-202, 1943, fase. II, pp. 241-294.