Rassegna storica del Risorgimento
LEONE XII ; PIO VI ; V
anno
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1963
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La Chiesa da Pio VI a Leone XII
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esistenza dell'vlrntcùta. e che le Loix de VAmitiè chrétienne chiamano d*un se-cond ordre {Appendice-, p. 479); a questi seguivano, in ordine di legami con. V Amicizia, altri collaboratori disposti a servirsi nella loro attività dei buoni libri, e un'ultima categoria di persone zelanti disposte a coadiuvare in qualche modo l'opera dell'amicizia. Inoltre l'Amicizia, analogamente alle sette rivoluzionarie, aveva la tendenza a servirsi di altre società segrete, come IMa, per la realizzazione dei propri scopi (p. 102); la stessa Amicizia sacerdotale, società segreta composta di soli sacerdoti, fu fondata nel 1781 o 1782 probàbilmente dallo stesso Diessbach, per affiancare in posizione subordinata V Amicizia cristiana, senza che tutti i membri di essa fossero a conoscenza della vera natura della società madre (pp. 113); più tardi, fondata nel 1788 VAmicizia di Parigi da parte del principale collaboratore del Diessbach, l'ex gesuita Luigi Virginio, questi si servi di due altre società segrete cattòliche, la SociSté des Prètres du Coeur de Jesus e la Société des Fittes du Coeur de Marie, per i fini deU4micisia, ignoti alla maggior parte dei membri delle due società (pp. 163-164). Infine, una conferma della esistenza di una forma mentis massonica, è offerta dalla proposta avanzata in data non precisata, ma certamente alla ricostituzione dellVimicizia all'inizio della Restaurazione, dall'amico Luigi Provana di Collegno, di stabilire due gradi nell'idea delle loggie e arrière logesy> (Appendice, yp. 554555), il primo che abbia il compito di diffondere libri di devozione e di ascetica, di più facile divulgazione, e che ignori l'esistenza del secondo grado, i membri del quale, iscritti anche al primo grado, abbiano il compito più difficile e più importante di diffonderò libri polemici", cioè di difesa della religione cattolica contro gli attacchi dei suoi nemici: il progetto non ebbe peraltro esecuzione. Bel testo lo stesso a. ammette la Conoscenza da parte del Diessbach della organizzazione massonica, che l'ex gesuita tenne dunque senza dubbio presente al momento della fondazione del? inimicizia.
L'aver trascurato di sottolineare le relazioni dcll'4miciza con il resto del mondo settario settecentesco denota, nel pur eòaì ricco A profondo lavoro di ricerca del Bona, un restringimento di orizzonte, dovuto forse a malintese preoccupazioni apologetiche; un restringimento che risulta anche dallo scarso rilievo dato dalPa. alla situazione colturale, religiosa e politica del Piemonte di quegli anni, la quale dovrebbe fare da sfondo alla storia dell'amicizia* Resta cosi fuòri del quadro disegnato dal Bona l'attività dei gruppi massonici, giansenistici e giacobini piemontesi, su cui, dopo gli studi del Ruffini e del Godigliela, ha ancora recentemente attirato l'attenzione il Bersano; lt non e accertata la effettiva con-' aistenza e influenza della cultura illuministica francese e locale, né analizzato lo stato del clero, e non si sottolinea sufficientemente la tradizione regolistica de), governo: ma sarebbe stato forse chiedere troppo a una ricerca già molta ampia. Piuttosto, è da osservare che il Bona non si sofferma abbastanza sulle caratteristiche per cosi dire ideologiche dell'amicìzia, che è necessario valutare anche per l'importanza che hanno avuto nel susseguente sviluppo del movimento organizzato dai cattolici: V Amicizia infatti, come l'a. rileva giustamente ; costituisce la premessa, l'nuzitì di questo movimento (p. 467). Nel Diessbach e negli amici, innanzitutto, si rinvengono quegli schemi polemici che avranno
J) A. BERSANO, V abate Francesco Bonardi a i suoi tempi. Contributo alla storia delle società segrete, Torino, 1957.