Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; PEPE GUGLIELMO ; STATELLA GIOVANNI ; GUERRA 1848-1849
anno
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1919
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pagina
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157
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ffUélmo Pepe e U ritorno Mìe truppe napoletane, ecc. .1.57
e la linea componenti la 2 divisione sarebbero entrate nel teatro della guerra col consenso di S. M, il Re di Napoli !
Purtroppo anche questa: speranza era destinala afursi in amara delusione, ed occorreva una buona dose di ingenuità,' come l'aveva il generale napoletano, per credere sul serio ohe il Governo ritornasse sulle sue decisioni, quando esso non poteva disporre di forze sufficienti per combattere la rivoluzione dilagante e sottomettere l'isola ribelle. '
Con l'animo sbattuto fra le illusioni del futuro e la realtà del presènte il 4 giugno Guglielmo Pepe lsiiò Bologna per Ferrara, dove erano il <> ed il 3 battaglione dei volontari agli ordini di Francesco Matarazzo e Rocco Vaccaio. Il Leopardi ed il GorrenÉi h accainpa-gnava.no. Quest'ultimo con la sua attività èra -M sìtèw*e M ;-yéccMo generale, e lo consigliava con 'insistenza a rompere gl'indugi.
Ma il Pepe aspettava sempre gli ordini del Re, facendo opporÉóa namente osservare al bollente inviato milanese cbe col consenso del Governo forse tutti sarebbero andati innanzi, mentre, se avesse agito di propria iniziativa, sarebbe accaduto quello che era successo l'altra volta con la 1* divisione. L'esempio era stato istruttivo dunque, e il Pepe non osava ordinare da sé la marcia in avanti.
Passarono nell'attesa quattro lunghi giorni. L' 8 giugno, essendo giunto da Pavia diretto nel Veneto un battaglione di milanesi ai comando del maggiori Noaro, il Pepe cedette alle insistenze di Cesare Correnti e ordinò ai volontari napoletani di passare il Po. Essi erano stati autorizzati dal Governo ad entrare nel teatro della guerra nel momento stesso in cui era avvenuto il richiamo, e cioè il 18 maggio;2 cosicché col passare il fiume non fecero nessun atto di disobbedienza. E neppure il generale, ole aveva date le opportune istruzioni per i movimenti da eseguirsi, poteva per questo essere chiamato ribelle. Tutto al più si può rimproverare al Pepe di non aver inviati quei battaglioni prima, visto che non era nelle intenzioni del Ministero vietare ai volontari dì prender parte alla guerra, per cui si erano arruolati. Evidentemente il generale per la sua solita indecisione ed irresolutezza - poiché nessuu'altra ragione sembra che
i Boa si jlhidova egualmente sulla risposta delQ-overno napoletano Alessandro Foerio, il quote, scrivendo alla madre il 3 giugno, diceva: Slamo in sommata- certezza ; parlo degli altri, che, in quanto a me, non credo sia per venire lardine
< a* noi desiderato >. {Lettóre, ecc., p. 73).
3 Principe d'Ischitella a <8fc Pepe, Napoli, 18 maggio {Casi d'-Italia, pag. W) :
< I volontari napoletani, se vogliono, possono continuare, il loro movimento per unirsi alle truppo del Durando .