Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; PARLATORE FILIPPO ; COTT? DI ROCCAFORTE LORENZO ; SICILI
anno
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1963
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pagina
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525
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UNA LETTERA DI FILIPPO PARLATORE AL MARCHESE DI ROCCAFORTE SULL'ELEZIONE DEL RE DI SICILIA
Tra la corrispondenza di Lorenzo Cotta, marchese di Roccaforte, che fu pari di Sicilia nel Parlamento del 1848 e poi esule durante la restaurazione borbonica fino al 1860, esiste una lettera di Filippo Parlatore, del 2 maggio 1848, sulla nomina del Re di Sicilia.1)
E noto che il primo pensiero del Parlamento siciliano fu quello di dichiarare la decadenza di Casa Borbone dal trono di Sicilia, alla quale doveva seguire la designazione di un re. Mentre la documentazione che si riferisce alla scelta definitiva del duca di Genova e alle trattative con Torino è nota, *' crediamo utile ricordare che in Sicilia ed anche in seno allo stesso Parlamento vi fu. una corrente contraria a Casa Savoia e propensa invece all'elezione del principe Carlo di Toscana. A detta corrente appartenevano i deputati che si astennero dal partecipare alla seduta dell'11 luglio; assieme a loro si deve collocare Filippo Parlatore, l'antico mazziniano che, professore di botanica a Firenze, aveva ricevuto favori dal Granduca ed era a questo sinceramente e profondamente legato, come dimostrano le Bue parole al marchese di Roccaforte. Scritte nel periodo che intercorse fra la proclamazione della decadenza dei Borboni e la scelta del nuovo Re, serviranno anche a chiarire meglio la parte avuta dal Parlatore nella questione.
Latore della lettera figura Vincenzo Gallina, siciliano, che fu agente consolare a Livorno e che, come risulta da una sua lettera del 31 ottobre 1849, diretta da Livorno al marchese di Roccaforte in Firenze, esistente nel carteggio di questo ultimo (carp. XVII, 24 n. 3), fece parte della missione inviata in Sicilia per trattative dirette a far cadere sul principe Carlo la scelta del re di Sicilia. A tale fine era stato in Sicilia, nel giugno 1848, anche il Parlatore, ma senza risultati positivi.s' In questa lettera il Gallina accenna a ricerche sul mio conto di consolato e di cose simili si stanno facendo sordamente in Livorno dalla polizia non so se per ordine del governo toscano o se per incarico del console napolitano, il quale ha detto ad una persona dovere fare un rapporto su di me. ... Io ritengo che in quanto all'agenzia consolare non può (coscienziosamente) il governo toscano darmene debito avendola intrapresa dopo che il ministro
') Palermo, Società siciliana di Storia Patria, Fondo Lodi, XVIli, 7 n-1.
2) Vedi Sicilia e Piemonte nel 1848-49, Corrispondenza diplomatica del Governo di Sicilia del 1848-49 con In Missione inviata in Piemonte per l'offerta della Corona al Duca di Genova, a cura del R. Archivio di Stato di Palermo, Roma, Istituto per la Storia del Risorgimento italiano, 1940. Per le discussioni parlamentari, vedi Lo Assemblee del Risorgimento, Sicilia, 4 voli., Roma, Camera dot Deputati, 1911.
3J Vedi G. FALZONE, La missione di F. Parlatore, in Atti del Congresso di studi storici sul '48 siciliano, Palermo, 1950, pp. 81-90.