Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; PARLATORE FILIPPO ; COTT? DI ROCCAFORTE LORENZO ; SICILI
anno <1963>   pagina <527>
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SuWelezione del Re di Sicilia
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Sento con piacere che costà gli amici sono disposti per nominare il Principe Carlo di Toscana a Re di Sicilia. Ed invero non si potrebbe fare una scelta mi­gliore sotto tutti i riguardi. Il principe Carlo è pieno d'ingegno e di cuore, buono e generoso, è figlio di una Principessa Palermitana e che è etata siciliana di cuore in tutti i tempi ma in un modo sorprendente *) e di un Principe, il Granduca Leopoldo 2, il più leale, il più retto fra tutti i principi di Europa, colui che giam­mai ha promesso invano, come scriveva il D'Azeglio in una occasione, che sem­pre ha voluto il vero bene dei suoi sudditi, che ha cominciato l'unione d'Italia con i congressi scientifici italiani,2) che non ha mai fatto versare una gocciola di sangue, che 1 primo ha abolito la pena di morte, che il primo ha emancipato gli Israeliti, che il solo non ha avuto bisogno di dare amnistia, che ha sacrificato ogni privato suo interesse per il vantaggio dell'Italia, che primo secondò Pio nono nel risorgimento attuale, che si strappò i bottoni dell'uniforme austriaco che por­tava il 5 settembre non avendo ancora altro uniforme e ciò quando ancora non si sognava che Carlo Alberto entrasse nelle riforme, che si è giocato qualunque diritto di successione all'Impero di Austria levandosi finauco il titolo di Arci­duca d'Austria e di Altezza imperiale, ohe... ma io non la finirei più se volessi numerare i grandi fatti di questo uomo angelico, che avrà nella storia un nome immortale più di quello del grande avo suo Pietro Leopoldo, come oggi ha in tutti i cuòri con affetto, un'adorazione, una riconoscenza.
La nomina poi del Principe Carlo a Re di Sicilia sarebbe vantaggiosissima per tanti altri rapporti, perchè il Principe è giovane e si educherebbe in Palermo come un jéro siciliano, sì affezionerebbe di più al paese nostro, perchè sui figli di Carlo Alberto si avrebbe a temere che questo Principe, il quale, oltre il Pie­monte, già per sé potente, avrà il regno lombardoveneto, vorrebbe fare della Sicilia un paese di provincia, una schiava delle sue forze.
Qqì nominare il Principe Carlo si avrebbe una specie di equilibrio al potere di Carlo Alberto, ed un Principe Che non scenderebbe da un padre a cui è neces­sario ìm battesimo* col sangue di Lombardia per lavare le antiche colpe.
Io son sicuro che Voi vorrete sostenere nella camera a suo tempo la scelta di questo Principe Carlo, voi vi renderete così sempre più benemerito del vostro paese.
Immenso piacere mi fece ancora la spedizione di un drappello. .dei nostri prodi per concorrere alla santa crociata. Dirvi come siano stati accolti in Toscana e particolarmente in Firenze fe ;cosa affatto: Impossibile. Popolo, dame* signori, governo Granduca e Granduchessa, tutti han fatto a gara per mostrare la loro simpatia alla Sicilia, perasteggiare questi prodi che hanno meritato tanto dalla patria. Ovunque sono stati ricevuti con batter di mani, con fiori e ghirlande-, con grido unanime di vìva i prodi siciliani, viva la eroica Sicilia .
U Governo li. ha equipaggiati di sciabole e; di giberne di cui mancavano. Il Granduca e hi Grandnehessa, che sì sono recati alla loro locanda per sentire
-} Maria Antonietta di Borbone, rotella di Ferdinando II e figlia di fòanccsc I, re delle due Sicilie e della Infume di Spagna Maria Isabella, figlia di Carlo; 1".
V Proprio al congresso del 1841 11 Parlatore, aveva fatto la proposta della istitu­zione di iixn orto botanica* ohe, accettata dal Granduca, gli aveva aperta la carriera scien­tifica in Toscana,