Rassegna storica del Risorgimento

1860 ; LANDI FRANCESCO ; MILLE (SPEDIZIONE DEI)
anno <1963>   pagina <530>
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Guido Landi
De Cesare,1' tra Comando in capo e Comando della piazza: il geu. Salzano, infatti, si era limitato a trascrivere letteralmente un precedente dispaccio del ten. gen. Gastelcicala, aggiungendovi di proprio soltanto poche avvertenze di modesta importanza. Il disaccordo, è da ritenere, si verificava proprio tra gli stessi organi del Comando in capo ( Reparto movimenti , donde proviene il dispaccio, e Stato maggiore, donde è da supporre provenissero le istruzioni), mentre sono manifesti il difetto di coordinamento da parte del gen. Castelcicala, che firmò tranquillamente l'uno e l'altro foglio, e la supina passività del gen. Salzano che li trasmise.
Il dispaccio del Comando in capo al Comando della piazza prevede una delle solite operazioni di disarmo, da compiersi, coordinatamente, da due colonne: colonna del gen. Landi, da Palermo per Partiuico ed Alcamo, con l'incarico d'as­sicurare inoltre il presidio di Castellammare del Golfo; colonna del col. Donati (1 battaglione del reggimento carabinieri) da Castellammare, per via di mare, a Mazara, e da qui per terra a Castelvetrano, Campobello di Mazara, e ritorno a Mazara. La colonna del gen. Letizia, da Alcamo, doveva muovere per Parti-nico, contemporaneamente o quasi all'arrivo della colonna Landi, e rientrare a Palermo.
Le istruzioni, invece, si iniziano con un'informazione di sorprendente esat­tezza: la voce d'un probabile sbarco d'emigrati (ed era il 5 maggio, proprio il giorno dell'imbarco dei Mille a Quarto), del quale si indica il luogo con grandis­sima approssimazione (tra Mazara e Capo S. Vito, a nordovest di Castellammare: lo sbarco avvenne a Marsala, che è all'incirca il punto mediano dell'arco di costa cosi descritto). Tale informazione non poteva provenire che da persone molto al corrente delle intenzioni del gen. Garibaldi. Si dispongono perciò due movi­menti: la colonna Landi ad Alcamo (il che rende poco spiegabile, peraltro, il ritiro della colonna Letizia, che già vi si trovava); la colonna Donati, da Mazara a Marsala (e quindi con direttrice sudestnord-ovest, mentre la marcia prevista nel dispaccio si sarebbe svolta, più o meno, da ovest ad est, con una punta a sud, e ritorno verso ovest). Le due colonne dovevano riunirsi sotto il comando del gen. Landi, e recarsi senz'altro ordine a combattere gli emigrati.
È probabile che questo piano, prontamente ed energicamente attuato avrebbe potuto incutere ai fatti t: ut l'altro svolgimento: i Mille si sarebbero trovati stretti tra le forze regie in marcia da nord (Landi), e quelle provenienti da sud (Donati) che, tra l'altro, erano in condizione di raggiungere Marsala prima dello sbarco. Sull'opportunità di un'azione da svolgersi con due colonne convergenti il gen. Landi insisteva nel dispaccio del 15 maggio, n. 43 (doc. 9) e -vi ritorna nella sua relazione. aJ
Peraltro, un primo contrordine deve essere stato impartito lo stesso giorno 5 (non ho trovato il testo, ma se ne fa cenno nella lettera dello stesso giorno del gen. Landi al col. Donati, doc. 3), probabilmente circa l'orario dei movimenti, come può desumersi dal doe. 3, ultimo comma, e dalla circostanza che dal diario del capo di S. M. Polizzy *) risulta che la colonna Landi parti da Palermo alle ore 7 antimeridiane, e non già alle tre antimeridiane (cfr. doc. 1) del giorno 6 maggio.
U R. DE CESARE, op. cit., voi. II, p. 231. *> G. LANDI, ori. cit., p. 359. 3) Ibidem, p. 200.