Rassegna storica del Risorgimento

1860 ; LANDI FRANCESCO ; MILLE (SPEDIZIONE DEI)
anno <1963>   pagina <533>
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Il generale Landi da Palermo a Calatafimi 533
Ed il quadro, veramente negativo, dell'azione del Comando in capo borbo­nico in quelle giornate decisive, può cosi riassumersi:
la colonna Letizia, che il 6 era ad Alcamo, e poteva attendervi la colonna Landi, o incontrarla a Partinico, fu invece allontanata dalla zona delle opera­zioni;
la colonna Donati, che avrebbe dovuto trovarsi, tra l'8 e l'il, tra Mazara e Marsala, in condizioni di pronto intervento, o per operare di concerto con la colonna Landi, fu anch'essa allontanata, dirigendola a Girgenti, dove l'il diede un inutile cambio alT8 cacciatori giunto da Messina;
P8 cacciatori ripartì da Girgenti per Castellammare: e per trasferirsi da Messina in quest'ultima località (donde doveva poi raggiungere Calatafùni) fece il periplo di due terzi della costa siciliana;
le truppe del gen. Afan de Rivera, concentrate tra Caltanissetta e Girgenti, rinforzate dai reparti provenienti da Catania e poi dalla colonna Donati, sottratta alla sua originaria destinazione, avrebbero dovuto costituire la massa di mano­vra, e rimasero invece inoperose;
il 9 cacciatori, destinato ad eventuale rinforzo della colonna Landi, non si mosse quando avrebbe potuto occorrere, e se ne ordinò la partenza con un tardivo ripensamento delle deliberazioni del consiglio di guerra quando non si era più. in tempo, tanto che l'ordine fu subito revocato;
la colonna Landi, rinforzata dall'8 cacciatori e dal 1 battaglione del 10 di linea, rimase priva della possibilità di manovra che avrebbe potuto offrirle un'azione concertata con la colonna Donati; e si ridusse ad un'azione frontale, casuale ed improvvisata, raffrenata sia dalla conoscenza del soprav­venuto proponimento di concentrare le truppe a Palermo, sia dalla preoccupa­zione d'essere accerchiata dalle bande insurrezionali (pericolo sul quale il Coman­do in capo doc. 4 aveva espressamente richiamato l'attenzione del generale Landi: Curi di guardarsi bene, onde evitare sorprese o imboscate facili a farsi dalla banda sbarcata ).
Il doc. 5, è il primo rapporto del gen. Landi da Calatanmi, del 13 maggio 1860. Contiene vari ragguagli sulla situazione locale, che confermano l'isolamento delle truppe borboniche e lo sviluppo dell'insurrezione. In tale rapporto (che risponde al telegramma del 12 maggio 1860 con cui si dava la notizia ufficiale dello sbarco a Marsala, e l'ordine di muovere a combattere gli sbarcati) il gene­rale Landi richiede uno o due ufficiali di Stato maggiore, ed un'ambulanza, richiesta che è ricordata anche nella sua relazione. )
Il doc. 6, del 14 maggio 1860, è il foglio col quale il gen. Landi assicura l'esecuzione degli ordini impartitigli col dispaccio 12 maggio 1860 (doc. 4). Se ne desume (ed è confermato dal doc. 7) che la colonna comunicava con Pa­lermo per Alcamo, Castellammare, e da qui per mare, non potendo disporre delle comunicazioni dirette por terra (v. l'ultimo capoverso del doc. 5). La via per Castellammare doveva essere libera almeno fino alla mattina del 15 (quando
" Ibidem, p. 358.