Rassegna storica del Risorgimento
ROMA ; CAPELLO LUIGI ; MUSEI
anno
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1963
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pagina
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563
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Libri e periodici 563
famosa, per quanto riguarda la Francia dell'antico regime. E analizza, quindi, con particolare riferimento ai due stati in cui il fenomeno si presentò con caratteri più evidenti, le. varie fasi di tale processo, soffermandosi sopra tutto sull'istituto dell'intendente in Piemonte e del preside nel Napoletano. La sua indagine, sobria e precisa, chiarisce nume-rosi aspetti vitali del problema dal punto di vista istituzionale. Resta cosi spianata la via per quella che dovrebbe essere la seconda fase dell'indagine; vedere cioè, attraverso pazienti ricerche d'archivio, in che modo funzionasse effettivamente il sistema di rapporti fra autorità centrali e organi locali, quale peso avessero gli intendenti nella vita civile ed economica delle comunità sottoposte alla loro giurisdizione, quali fossero i principali morivi di conflitto ed in che modo venissero risolti. E non resta che da augurarsi che sia lo stesso Ghisalberti a voler sobbarcarsi, in un futuro non lontano questa pesante, ma certo non inutile fatica.
Altri due saggi della raccolta, Dalla monarchia amministrativa alla monarchia con" sultiva, e H Consiglio di Stato di Pio IXnel 1848, hanno per oggetto l'origine, la struttura ed il funzionamento degli organi consultivi del governo nel periodo tra la Restaurazione e le rivoluzioni del '48. Tali organi, come osserva l'autore, ideati in netta antitesi alle concezioni rappresentative del liberalismo costituzionale, assurgevano nella dottrina am-mmistrativistica dell'Ottocento a grande importanza, in quanto si riteneva che l'esistenza di istituti consultivi del governo e dell'amministrazione attiva potesse sopperire alla mancanza di istituzioni rappresentative . Ed il Ghisalberti ha bene inquadrato l'analisi della organizzazione e dell'attività dei corpi consultivi in Piemonte, a Napoli e nello Stato pontificio, nella ricca tematica offerta da quel più. ampio e generale processo di trasformazione politica degli Stati preunitari che doveva infine risolversi, attraverso lo statuto subalpino e l'unificazione, nella monarchia rappresentativa.
Completano infine il volume il denso saggio Per la storia del contenzioso amministrativo nel Regno meridionale, che attraverso un'ampia documentazione offre una precisa descrizione di come venissero concretamente affrontate e risolte le controversie fra i privati e gli organi della pubblica amministrazione in uno Stato preunitario, e quello su L'unificazione amministrativa del regno d'Italia breve sintesi dei dati essenziali del
problema. .
" ALBERTO ÀQUAIÌONE
ADRIANA PETOACCHI, Le origini delCordinamento comunale e provinciale italiano: storia della legislazione piemontese sugli enti locali dalla fine dell'antico regime al chiudersi deWetà cavouriana (1770-1861), voi. 3 (Istituto per la Scienza dell'Ainministrazione pubblica. Studi e testi, 1); Venezia, Neri Pozza ed., 1962, in 8, pp. 414, 623, 422. S. p.
Cera più di un motivo estrinseco, dobbiamo confessare, che ci faceva avvicinare con qualche cautela e fors'anche con un po' di prevenzione a quest'opera. Già la veste ricercata, lussuosa, faceva pensare a troppe monografie di modesto valore che vengono gonfiate e messe in mostra fino a farle diventare oggetti d'ornamento più che di lettura. Poi la gran quantità di testi pubblicati in appendice e, in verità, anche alcuni assai noti: pure qui, un'esigenza editoriale di grandiosità ? a un libro che si presentava non come un'antologia, ma come uno studio. Poi ancora quella certa immodestia nel lancio e nella recensione, che dà sempre un po' fastidio quando sembra asserire che un giovane autore, con una sola fatica, ha sovvertito metodo e dati della conoscenza
Ma i lavori vanno letti, s'intende, prima di esser giudicati. E la nostra primissima impressione era basata solo su elementi che a meglio pensarci dipendono tutti dalla particolare circostanza in cui 3 libro della Petrocchi è uscito: come inaugurazione, cioè, della attività pubblica di un ente PI.S.AJP. e come primo contributo analitico di robusta mole espresso dall'indirizzo di storiografia delle istituzioni vivacemente sostenuto, presso la F.I.S.A. e presso l'Università Cattolica di Milano, da Gianfranco Miglio. Al di là