Rassegna storica del Risorgimento

ROMA ; CAPELLO LUIGI ; MUSEI
anno <1963>   pagina <568>
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568 Libri a periodici
potè guadagnarsi una medaglia d'argento nel 1860 in Sicilia. L'Angele tti, del resto, non fa l'ultimo superstite della schiera degli ufficiali napoleonici marchigiani, poiché nel 1887 viveva ancora l'anconetano Mariano Fabbrcttì, che a 19 anni era andato volontario nel­l'esercito inurattiano ed aveva preso parte ai moti del 1831. Aveva, invece, già 54 anni quando nel 1798 fu nominato capo di battaglione della Repubblica romana il fabrianese Oliviero Ronca, morto colonnello a Napoli nel 1809.
Chi potè ascoltare al congresso di Salerno del nostro Istituto l'interessante e gustoso intervento di Nino Cortese sulle ultime vicende degli ex ufficiali napoleonici napoletani scorrerà queste pagine con altrettanto interesse e profitto. E c'è da augurarsi che altri studiosi, che non paventino il sacrificio generoso delle lunghe e pazienti ricerche, segnano l'esempio del R. per le altre regioni dello Stato pontificio.
Le biografie sono presentate in ordine albafetico, insieme con la relativa bibliografia, ma un indice particolare raggruppa gli ufficiali a seconda delle località di orìgine. In ap pendice il R. pubblica due interessanti lettere da Mosca di Emidio Neroni, nelle quali aleggiano tristi presentimenti: Chi sa quando torneremo in Italia?... Qui fa gran freddo; cosa sarà l'invernata?... La divisione di Pino, che sono partiti da Milano 15 mila uomini, al presente sono qui 3 in 4 mila uomini, e così di tante altre divisioni quasi tutti periti dalla fame, dai stenti, e dalle fatighe... . E il peggio doveva ancora venire: la spaventosa e folle ritirata e il passaggio della Beresina, dove a ventitré anni avrebbe trovato la morte anche U Neroni. Vrrromo E. GIUNTELLA.
SALVATORE CARBONE, Fonti per la stona del Risorgimento italiano negli Arenivi nazio­nali di Parigi. - I rifugiati italiani, 1815-1830 (Biblioteca scientifica, Fonti, 43); Roma, Istituto per la storia del Risorgimento italiano, 1962, in 8, pp. XXI202. L. 3.500.
L'interesse che ha mosso il Carbone, ottimo conoscitore degli archivi francesi (cfr. Gli Archivi francesi, Roma, I960 nei Quaderni della Rassegna degli Archivi di Stato), a pubblicare questo repertorio di documenti di polizia relativi all'emigrazione italiana in Francia nel primo periodo della Restaurazione, è di natura prevalentemente storica: il metodo costantemente seguito dall'A. è però quello archivistico, allo scopo di permettere il rigoroso rispetto dell'integrità delle serie archivistiche e di rendere evidente la traccia dell'origine e dello sviluppo del documento, che riflette l'attività dell'organo amministra­tivo che l'ha posto in essere. Sono i documenti che parlano, non il presentatore: FA. ha metodicamente passato in rassegna l'archivio della Police générale-Affaires politiques per il periodo 18151830, dal carton 6623 al carton 6997, riportando nel presente repertorio, in chiaro ed esauriente regesto, ogni notizia, anche indiretta, sugli Italiani resi­denti o di passaggio in Francia durante il periodo citato, secondo la successione archivi­stica della serie, dei cartons e dei fascicoli, le cui indicazioni sono riportate aU'inizio della descrizione dei documenti.
Lo sforzo d' impersonalità da parte doll'A. è condotto fino allo scrupolo: così, sono riportate anche le indicazioni e le notizie di persone: e di categorie che nulla avevano da fare con l'emigrazione politica (come figurinai, girovaghi) e, perfino, gli errori e le gal­liche imprecisioni grafiche dei funzionari ministeriali. Tale rigorosa fedeltà alla lettera. dei documenti, a parte ogni considerazione archivìstica, ha una sua validità anche dal punto di vista strettamente storico, in quanto, contribuendo ad un primo bilancio della consistenza totale del fenomeno migratorio italiano nella prima Restaurazione, mette altresì in evidenza la prevalenza, anche numerica, della emigrazione politica rispetto ad ogni altra. Con il rispetto degli errori e delle imprecisioni dei compilatori, infine, vengono sottolineati certi modi e certe abitudini della burocrazia francese, ohe altrimenti rimar­rebbero nell'ombra.
Un triplice indice dei nomi, delle rispettive località di provenienza, détte materie coordina e permette agevole consultabilità al materiale archivistico citato.