Rassegna storica del Risorgimento
ROMA ; CAPELLO LUIGI ; MUSEI
anno
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1963
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pagina
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569
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Libri e periodici 569
Se la scelta del tema storiografico assunto corno criterio per la rilevazione archivistica risponde al senso storico dell'A., la stia pcriodizzazione, come rileva lo stesso Carbone nell'introduzione, 6 dovuta a motivi più propriamente esterni, vale a dire alla perdita quasi completa della documentazione posteriore al 1830, per le vicende politiche di quegli anni e per le agitate vicende della Police generale.
La grande importanza della Francia, anche come sede di spostamento e di passaggio dell'emigrazione politica italiana diretta in altri paesi (gli emigranti italiani erano quasi sempre costretti ad attraversare quel paese per raggiungere le loro sedi definitive), offre allo studioso la opportunità di avere utili indicazioni documentarie su questo fenomeno: per esse si ha conoscenza dei criteri e delle preoccupazioni politiche che guidavano le autorità Francesi di polizia nei confronti dei profughi politici italiani ed europei. Specialmente negli anni anteriori al 1821, appare viva la preoccupazione del governo e delle autorità francesi per i tentativi di restaurazione bonapartista e per le simpatie orleaniste di una parte della stessa classe dirigente francese, poiché a queste sotterranee opposizioni erano legati anche gruppi di esuli e di cospiratori italiani (cfr. le interessanti notizie sui legami di alcuni emigrati italiani con Marc René D'Argenson, associato ad alcuni circoli capitalistici che facevano capo agli Orléans).
La massa quantitativamente più consistente dei documenti si riferisce alla vigilanza e al controllo degli esuli napoletani e piemontesi per i fatti del 1820-1821: non mancano tracce degli esuli lombardi e veneti e, in misura minore, degli altri Stati della Pianura del Po e degli Stati della Chiesa. Molte importanti, perchè più numerosi ed organici sono i documenti che recano notizie sui rapporti tra esuli italiani e rivoluzionari europei e liberali francesi: e ciò è ben naturale, essendo tra le massime preoccupazioni del governo francese evitare qualsiasi azione comune dei rivoluzionari e cospiratori europei e isolare o allontanare dalla Francia gli elementi più attivi e pericolosi della rivoluzione europea.
Alcuni cartons della Divisione aniministrativa Morin (6623-6624), della Divisione Desmaret (6629-6636) e fascicoli individuali riguardano invece l'attività di esuli per il periodo 1815-1821, sospetti di intrighi bonapartistici, giacobini o murattiani.
Se il lavoro del Carbone non può ancora dare un quadro completo della consistenza dell'emigrazione politica italiana in Francia, per le gravi perdite subite dagli Archivi Nazionali di Parigi per questo periodo (e la conseguente necessità di ricorrere agli archivi dipartimentali), costituisce pur sempre per lo scrupolo ed il rigoroso metodo di ricerca, uno strumento prezioso per far progredire gli studi sull'argomento culminanti nei più recenti lavori del Soriga, del Saitta, del Galante Garrone. *) Le carte di polizia illustrate e descrìtte dal Carbone permettono non soltanto un'utile integrazione delle notizie sulle singole, illustri personalità o gruppi ristretti sui quali ai è finora incentrata l'attenzione degli storici, ma ci offrono anche la possibilità di seguire, nella loro simultaneità e nei loro nessi di tempo e di luogo, l'attività di gruppi più numerosi.
Notizie più continue e più diffuse si ricavano, naturalmente, su coloro che, per il loro estremismo, la loro irrequietezza e la loro irreducibilità, suscitavano maggiori preoccupazioni nelle autorità francesi, che li faceva oggetto di oculata sorveglianza e, spesso, di provvedimenti amministrativi di espulsione o di limitazione di attività: ed ò per questo che possediamo numeroso notizie su Salvatore Vecchiarelli, Camillo e Filippo Tigoni, Francesco Tadini, Giuseppe Tacchini, Gioachino Prati, Carlo Pisani Dossi, Guglielmo Pepe, Giuseppe Pecchio, Giovanni Battista Marocchcttì, Bernardino Marentini, Pietro Fechioi, Giacomo Filippo Hnydel De Meester, Ferdinando Dal Pozzo, Benedetto Albano, Evasio Radice, Pietro Orlando, Luigi Porro Lambertenghi, Celeste Menotti, Pietro Giù-
*) R. SORIGA, Le società segreta, l'emigrazione politica e i primi moti per l'indipendenza. Scritti raccolti e ordinati da S. Manfredi, Modena, 1942; A. GAI-ANTE GARRONE, Filippo Buonarroti e i rivoluzionari deW'Ottocento (1828-1837), Torino, 1951; A. SAITTA, Filippo Buonarroti. Contributi alla storia della sua vita e del sua pensiero, Roma, 1950.