Rassegna storica del Risorgimento
ROMA ; CAPELLO LUIGI ; MUSEI
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1963
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pagina
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570
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570 Libri e periodici
seppe Fontana Ruva, Vincenzo Crcsia, Gaetano Ciccarclli, Angelo Bianco di Saint Jorioz, Giovanni Arrivabene, Antonio Panizzi* Guglielmo Paladini, Gabriele Rossetti, cauli e cospiratoci che, per lo più, furono costretti a lasciare la Francia e trovare rifugio nelle più ospitali Gran Bretagna o Svizzera, o ad arruolarsi nelle file dei liberali spagnoli* rifluendo poi in Francia quali prigionieri di guerra.
La scrupolosa diligenza usata dal Carbone nell'esatta identificazione e nell'indicazione il più possibile completa delle persone citate, ha permesso di integrare alcune indicazioni rimaste finora nel generico: così, ad esempio* il Pirondi, tante volte citato dal Soriga, è Prospero. Viceversa, lacune lasciate dal Carbone avrebbero potuto essere colmate dallo sfruttamento della letteratura dell'argomento: cosi l'Aldini, membro dell'Istituto Italiano menzionato dal Carbone a p. 149 senza indicazione di nome, è sicuramente quel Vittorio Aldini* insegnante dell'Università di Pavia nel 1821, come si ricava dall'opera citata del Soriga a p. 213, e il Picchioni diverso da Girolamo e Luigi* rimasto senza altra indicazione nel Carbone (cfr. pp. 45, 47* 148) corrisponde al Pio Pecchioni del Soriga (p. 211). Tali osservazioni* senza togliere nulla all'importanza del presente repertorio, indicano come il lavoro d'identificazione dei nomi di persona, le cui difficoltà sono state sottolineate dallo stesso A. (cfr. pp. XV-XIX) avrebbe potuto ricevere un ainto dalla utilizzazione della letteratura sull'argomento. DANILO VENEKTJSO
Le relazioni diplomatiche fra la Gran Bretagna e il Regno di Sardegna. Ili serie: 1848-1860, voi. VI-Vili, a cura di GIUSEPPE GIABRIZZO (Fonti per la storia d'Italia, 59, 60* 61); Roma, Istituto storico italiano per l'età moderna e contemporanea* 1962, in 8* pp. XH-445, 464, 389. L. 3.500 al volume.
Il grosso della documentazione pubblicata dal Giarrizzo in questi volumi è costituito dalla corrispondenza* aia ufficiale, sia privata, scambiata tra Sir James Hudson, ministro britannico a Torino* e i tre successivi ministri degli Esteri, il conte di Clarendon, il conte di Malmesbury e Lord John Russell, dal gennaio 1857 al marzo 1861. La maggior parte del materiale è stata tratta dall'archivio del Foreign Office e dalle carte Russell del Public Record Office di Londra e dalle carte Clarendon* conservate nella Biblioteca bodleiana di Oxford. Inoltre, poiché non si sono ancora ritrovate le carte Hudson e quelle Malmesbury non sono consultabili dagli studiosi, il Giarrizzo ha lanciato le sue reti per ripescare le lettere scambiate tra Hudson e Malmesbury e ne ha rintracciate alcune in copia nelle carte Cowley al Public Record Office e altre negli Archivi reali del castello di Windsor. La parte più importante dell'appendice è costituita da alcuni memorandum, dalle lettere a Russell del colonnello Cadogan* addetto militare presso l'esercito sardo nel 1859, e da una scelta della corrispondenza tra Clarendon e il conte Cowley, ambasciatore britannico a Parigi* in giorni critici del 1857 e del 1858.
In generale, lo schema dell'opera è buono e sorge spontaneo il confronto con i volumi pubblicati da Federico Curato per gli anni 1852-1856 in altra collezione. Si deve notare che hi nuova raccolta è migliore almeno sotto due punti di vista. Rappresenta, infatti, un notevole miglioramento il leggere i documenti nella lingua originale. Gli studiosi inglesi, poi, debbono essere grati al Giarrizzo per la sua attenta collazione dei dispacci, già pubblicati nei Blue Books, sugli originali del Foreign Office (Gli è sfuggito, però, che il dispaccio n. 57 del 18 febbraio 1859, pubblicato nel voi. VI a pp, 363-365, era già stato edito nel Blue Book di Malmesbury Officiai Correspondence, n. 68). D'altro Iato, dobbiamo dolerci che il Giarrizzo non abbia seguito l'esempla del Curato nel premettere una esauriente introduzione. Avrebbe potuto approfondire l'esame sull'opera dell'Hudson e cogliere l'occasione por riunire in sede facilmente accessibile tutto le sue osservazioni sulla politica italiana della Gran Bretagna. Quanto alla documentazione, non è facile stabilire se sia meglio il criterio della completezza del Curato o quello della scelta del Giarrizzo* Se una scelta si deve fare, allora è più logico il procedere del Giarrizzo; ma questa è forse meno utile al lettore. Molto di quello che egli Btampa era già stato stampato, mentre