Rassegna storica del Risorgimento
GUERRA MONDIALE 1914-1918
anno
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1964
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pagina
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79
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CONCEZIONE NAZIONALE E CONCEZIONE
DEMOCRATICA DELL'INTERVENTO ITALIANO
NELLA PRIMA GUERRA MONDIALE
Dopo la dichiara/ione della nostra neutralità (3 agosto 1914), i partiti democratici indotti specialmente dalla profonda simpatia per la Francia e il suo regime e da legami massonici iniziarono, più o meno presto e più o meno intensamente, la IOTO campagna, perchè la condotta successiva della nazione, più che al fine del compimento dell'unità politica, fosse ispirata a idealità generali: la giustizia, il principio della democrazia, la libertà dei popoli, la difesa del diritto, le ragioni della civiltà, la solidarietà internazionale, ed altre analoghe.
Più di tutti spiccato l'atteggiamento del partito repubblicano, pur avendo esso, con implacabile tenacia, avversato l'alleanza dell'Italia con gl'Imperi centrali e contribuito molto efficacemente a mantenere viva l'aspirazione verso le terre irredente. H 15 dello stesso agosto 1914, nel periodico L'Iniziativa, suo organo ufficiale, rivolse un appello Agli Italiani, sotto il titolo Per la libertà dei popoli oppressi. Vi diceva fra l'altro: I voti degli Italiani non degeneri di ogni regione e di qualunque classe volano irresistibili a confortare i popoli oppressi o minacciati di tutte le patrie, e si stringono fraternamente solidali colla Francia, col Belgio, coll'Inghilterra. le quali, in quest'ora terribile, combattono pel di-diritto e per la civiltà... L'Inghilterra, che interviene nella lotta per difendere la neutralità di una piccola nazione invasa, avrebbe oggi il plauso di Garibaldi, che, se potesse levarsi dalla tomba, volerebbe, come nel 1871, in soccorso della Francia. Guai a chi governa, se, continuando la sua politica a ritroso dei sentimenti della Nazione, con subdoli pretesti d'equilibrio e di compensi (argomenti della politica d'avventura dei mercanti di popoli ) s'illudesse di trascinare i nostri soldati a combattere altrove per imprese di pirateria, non per la causa della libertà . E, a caratteri più grossi: 0 sui campi di Borgogna per la sorella latina o a Trento e a Trieste.
Il presidente del Consiglio allora ritenne opportuno rivolgere l'invito agli Italiani, e particolarmente ai partiti democratici, a temperare l'espressione dei loro sentimenti e a non svalutare l'ardua opera di preparazione diplomatica e militare che il Governo svolgeva intensamente. E, dopo la morte del marchese di San Giuliano, nel prendere formale possesso del ministero degli Esteri assunto interinalmente, indicò, fra le qualità che erano necessarie in quel delicatissimo periodo, animo scevro da ogni preconcetto, da ogm* pregiudizio, da ogni sentimento, che non [fosse] quello della esclusiva e illimitata devozione alla Patria nostra, del sacro egoismo per l'Italia , ' )
1) A. SALANDRA, La neutralità italiana (1914-1915), Milano, Mondadori, 1928, pp. 377-378.