Rassegna storica del Risorgimento
GUERRA MONDIALE 1914-1918
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1964
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80
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Corrado De Biase
Analoga ed anche più esplicita direttiva aveva segnata il presidente Wilson in una sua dichiarazione del 10 agosto 1914 circa i doveri imposti al suo paese dalla neutralità proclamata contemporaneamente a noi: I cittadini degli Stati Uniti, nel loro amore per la Patria e nella loro lealtà verso il Governo, debbono unirsi in- un sentimento esclusivamente americano; il loro onore li impegna a servire innanzi tutto gli interessi del loro Paese .1)
Identico pensiero esprimerà più tardi Giolitti, quando alla Camera, in una dichiarazione di voto, rivolgerà a tutti un ammonimento non meno chiaro: In questo conflitto, che -non ha precedenti nella storia, può essere messa in giuoco la vita politica dell'Italia: epperò s'impone a tutti la massima prudenza; e s'impone soprattutto, non solo al Governo e al Parlamento, ma anche a quella grande forza, che è la stampa, il dovere di avere di mira unicamente i grandi interessi deW Italia e di ricordarsi unicamente di essere italiani .2)
La direttiva del sacro egoismo per l'Italia , impartita da Salandra nell'ottobre 1914, suscitò qualche reazione, ma anche non poche approvazioni, ed ebbe, in buona parte, il suo effetto. Comunque, i partiti democratici non persistettero a lungo, per intero, nel loro orientamento. Delle crisi spirituali, specialmente se collettive, non è possibile o non è facile ravvisare il momento iniziale. Un momento certo però, almeno di avviamento, si può individuare, e fu quello fondamentale dell'ultimo grande periodo storico della nazione: il 3 dicembre 1914, il Governo, perla prima volta ufficialmente, impostò il problema nazionale, proclamando le giuste aspirazioni da affermare e da sostenere e al loro raggiungimento subordinò il programma della neutralità vigile e armata. Allora, i radicali e i socialisti riformisti, che non avevano mai votato a favore di Salandra, furono tra i più entusiasti delle sue comunicazioni e votarono compatti per il ministero.
Anche questa volta più spiccato l'atteggiamento dei repubblicani, i quali espressero il loro pensiero per bocca di uno dei loro maggiori e più combattivi deputati, l'onorevole Eugenio Chiesa. Nel suo discorso del 4 dicembre alla Camera, egli auspicò che l'Italia si ponesse risolutamente dalla parte delle nazioni che in quel momento rappresentavano il diritto, la civiltà e l'umanità} ma più largo svolgimento dedicò ai fini nazionali dell'intervento. Disse però di non voler usare parole sue in quel solenne momento; e si ispirò alla condotta dei repubbli' cani nel Risorgimento: Una dichiarazione firmata a Londra il 28 settembre 1859, la quale portava le firme di Aurelio Saffi, di Federico Campanella, di Alberto Mario, di Francesco Crispi, di Maurizio Quadrio, di Rosolino Pilo e di Giuseppe Mazzini, diceva così: Riservandosi il diritto di voto e di apostolato, essi, pronti oggi, come sempre furono, a sacrificare il trionfo immediato della loro fede individuale al bene e all'opinione dei più, seguirebbero sull'arena la monarchia, e promuoverebbero con tutti i loro sforzi il buon esito della guerra, purché tendente in modo esplicito all'unità nazionale italiana . Tutta, intera, completa, Punita d'Italia.
E l'onorevole Chiesa rievocò un altro episodio significativo: La sera del 4 novembre 1847, Carlo Alberto se ne veniva a Genova a cavallo, fra la folla
i) Tu. BARCT.AY, Xro Prés'uknt Wilson, Parigi, 1918, p. 23.
2J Atti del Variamento Italiano, Legùuatura XXIV, Semione I - Camera de! Deputati, Discussioni, voi. VI, p. 5650;