Rassegna storica del Risorgimento

GUERRA MONDIALE 1914-1918
anno <1964>   pagina <83>
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Concezione nazionale e concezione democratica 83
riuscì utile, in quanto, data l'autorità dell'uomo, indusse i partiti e le correnti poli ti1 he e singoli parlamentari e scrittori delle varie specie: interventisti, fautori della neutralità genericamente condizionata, neutralisti assoluti a dibattere la più essenziale questione, della entità e della portata delle aspira­zioni nazionali e del mezzo più adatto per raggiungerle; e quindi li indusse, in qualche parte, a rivedere, e, più largamente, a riaffermare o a chiarire il proprio pensiero di fronte al problema, che sempre più urgeva risolvere, della posizione definitiva dell'Italia nel conflitto.
Su la lettera del parecchio si soffermò uno dei più eminenti radicali, l'onorevole Luigi Gasparotto, in un ampio discorso detto alla Società Demo­cratica Lombarda di Milano per ribadire l'indirizzo del suo partito. Dichiarò egli che certo i radicali non erano schivi dei sentimenti di giustizia e di umanità che trascendono i confini delle patrie; ma subito affermò che essi erano stati sempre gelosi dei diritti dell'Italia su le due provincie irredente e nel passato avevano compresso in cuore il sogno della loro riconquista, solo per la salvezza della pace dell'Europa. Alla riconquista delle provincie irredente insistette l'onorevole Gasparotto culmina ogni italiana aspirazione . E ancora: Noi soprattutto abbiamo sempre dimostrato di essere italiani ; Tutti i militi del partito prima di essere radicali sono soprattutto italiani . *)
E un altro autorevole radicale, l'onorevole Edoardo Pantano, diresse al­l' Idea Democratica una lettera di adesione al Comitato lombardo per l'azione dell'Italia nel conflitto europeo, associandosi fervidamente all'intento che esso si proponeva: di cooperare son parole testuali a che il nostro paese si prepari con animo sereno e con fede sicura ad affrontare tutti quei sacrifici, che saranno per occorrere in quest'ora solenne e grande per la nostra patria, con­fidando che, ad integrare V opera del Risorgimento nazionale ed i confini etnici e geografici della Patria, governo e paese prendano ed assumano tutta la respon­sabilità dei loro doveri in questa ora decisiva per la storia .2'
La massoneria italiana si lamentò dell'appunto rivolto da Giolittì ai de­mocratici, di propugnare l'intervento per sentimentalismo verso altri popoli: Dopo sei mesi di discussione, dopo il dibattito di tanti problemi concreti esa­minati esclusivamente sotto il punto di vista dell1 interesse italiano, pareva che anche i neutralisti più assoluti avessero rinunziato a questo artificio polemico .8)
Forse più di tutti fervoroso l'atteggiamento del partito socialista riformista. Uno dei suoi maggiori rappresentanti, l'onorevole Ivanoe Bonomi, rilevò nel­l'organo ufficiale, V'Azione Socialista, che egli dirigeva, l'utilità, già accennata, del gesto dell'ex presidente del consiglio: Ormai, dopo la pubblicazione della lettera deU'on. Giolitti, la situazione politica ha fatto un passo notevole verso la chiarezza . E volle esporre diffusamente il pensiero dei socialisti riformisti: Io non posso che riconfermare le ragioni per le quali non io soltanto, ma gli uomini maggiori del mio partito reputano opportuno, anzi necessario l'intervento dell'Italia nel conflitto . Tre a gli argomenti di altissimo valore : la necessità
*) // Secolo, del 4 febbraio, La Democratica Lombarda sull'altuulc momento po­litico; Corriere della Sera, dello stantio giorno La Democratica Lombarda e l'ut inule momento politico.
2) Dui Giornale di Sicilia, del 5 febbrili, L'ori. Pantano s'è deciso .
3) Da) Corriere detta Sera, del S febbraio, Un commento dell'Idea Democratica.