Rassegna storica del Risorgimento

GUERRA MONDIALE 1914-1918
anno <1964>   pagina <84>
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Corrado De Biase
della nostra sicurezza avvenire, la prospettiva della posizione dell'Italia nella rinnovazione della carta politica del mondo e, al di sopra di tutto, il compi­mento dell'unità nazionale. Qui non è solo l'interesse che si misura fredda­mente con le cifre e con le argomentazioni tecniche, ma è la poesia stessa della nostra recente rivoluzione nazionale. Un popolo qualunque siano le sue nuove dottrine, qualunque siano i nuovi interessi verso cui è tratto non può dimen­ticare la sua storia, ossia la sua origine. Se qualcuno dimentica il principio di nazionalità, per il quale siamo sorti a nazione, e rifiuta di udire il grido, di dolore che viene dalle terre italiane non ancora riunite all'Italia, quegli non intende le più profonde virtù della razza, che sono pure le forze propulsive dello sviluppo dei popoli .l)
H gesto di Gioiteti non ebhe alcun influsso o rapporto con altre due mani­festazioni molto rilevanti e significative che si svolsero in quei giorni. Ma esse coincisero con le dichiarazioni del pensiero dei partiti e delle correnti politiche provocate dalla lettera dell'ex presidente del Consiglio e concorsero a caratte­rizzare quel momento di chiarificazione delle varie tendenze verso la soluzione del problema nazionale.
Il 5 febbraio, nell'Università di Bologna, si costituì un battaglione di un gran numero di studenti per la preparazione militare: di esso una sezione era riservata a giovani di Trento e di Trieste.
Alla cerimonia erano presenti i professori più insigni. Il rettore, Leone Pesci, pronunziò un elevatissimo discorso, incitando, benché non occorresse, a volgere la mente e il cuore ai fratelli irredenti. Parimenti i professori Giacomo Venezian, Giuseppe Tarozzi, Luigi Silvagni suscitarono fervido entusiamo: i loro accenni alla iniqua sorte degli Italiani caduti per la causa austriaca e al martirio del Belgio e l'ammonimento ai giovani di prepararsi con salda fede agli estremi ci­menti furono accolti con calorose ovazioni. Altri professori, di tutte le facoltà, aderirono plaudendo all'iniziativa: fra loro, Augusto Murri, Alfredo Galletti, Angusto Righi, Guido Tizzoni, Giuseppe Albini, Francesco Brandileone, Gia­como Ciamician, Giorgio Del Vecchio, Carlo Errerà, Federico Flora, Vittorio Puntoni, Alfredo Trombetti.s)
Il 7 dello stesso mese, si tenne a Padova il primo Convegno nazionale per l'intervento dell'Italia a fianco dell'Intesa, che era stato promosso dal Comitato Pro Patria costituitosi nella stessa città. Ecco il testo del telegramma del prefetto al ministero dell'Interno: Questa mattina ore dieci si è riunito ad inviti congresso nazionale intervenzioni sta sala Gran Guardia. Presenti circa migliaio persone oltre senatori Pullè Cavalli De Giovanni Di Prampero deputati Riccardo Luzzatto Canepa Fosca ri. Molti altri aderenti. Erano rappresentate grandis­simo numero società democratiche nazionaliste fasci interventisti società reduci garibaldini Dante Alighieri associazioni studentesche circoli irredenti società Trento Trieste in prevalenza del Veneto e del Friuli ed altre di Mantova Reggio
v Azione Socialista, del 6 febbraio} f BONOAH, La neutralità negoziata dui futuro Ministero Le ragioni dell'intervento - Il dono di Bulow II programma di Giolitti.
*) Il Reato del Carlino del 5 e del 6 febbraio, On battaglione universitario bolo­gnese ; Giornale del Mattino, di Bologna, del 5 febbraio, II Battaglione Universitario Bolognese è costituitoI; li Secolo, del 6, L'Università, di Bologna auspica la guerra italiana .