Rassegna storica del Risorgimento
GUERRA MONDIALE 1914-1918
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1964
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Corrado De Biase
quella di rito simbolico scozzese, gruppi a sezioni dei partiti nazionalista, democratico costituzionale, radicale, socialista riformista, repubblicano, e tanti altri cuti, di svariatissimo denominazioni. Intervennero o aderirono professori di molte università, scrittori illustri, numerosi presidi e insegnanti delle scuole medie, professionisti delle diverse specie, inviati di giornali, provenienti tutti dalle varie regioni italiane.
Il presidente provvisorio dell'assemblea con brevi parole rilevò il carattere essenziale dell'adunanza: Oggi che dimentichiamo le nostre origini politiche, dimenticheremo il passato per sentirci solamente italiani... Dal presente convegno esca un monito il quale vada al nostro monarca. Il suo avo disse che l'Italia era fatta, ma non compiuta; quindi snudi egli la spada e ci conduca alla guerra .
Alla discussione sul tema La necessità dell'intervento , parteciparono parecchi oratori, fra i quali l'onorevole Piero Foscari, Riccardo Luzzatto e Cesare Battisti. Tutti concordi nel condannare aspramente la condotta premeditata e aggressiva della Germania e dell'Austria, si ricollegarono a episodi e ai tempi del Risorgimento e invocarono la liberazione delle terre irredente, provocando alto entusiamo e fervide manifestazioni patriottiche. La discussione venne riassunta in un meditato, chiaro, deciso ordine del giorno: Per difendere la Patria, alla quale, rimanendo isolata, sovrasta il pericolo di lottare sola contro la prepotenza brutale degli Imperi centrali; per compiere quella unità nazionale che nell'ora del Risorgimento ci è stata additata col sangue dei gloriosi soldati di Garibaldi; per conquistare i baluardi necessari alla nostra difesa; per non tradire la fede dei nostri fratelli irredenti esausti da una lotta impari e feroce; per dare alla nostra gente la posizione che la sua storia reclama, e fortuna ai nostri commerci e forza alle nostre masse emigranti; per difendere il concetto di giustizia che Roma ha irradiato nel mondo; per il progresso sociale contro il militarismo che il grado di sua civiltà segnò da Lovanio a Reims; per tutte queste ragioni politiche, ideali, commerciali; proclamiamo la necessità ineluttabile dell'intervento armato contro gli Imperi centrali, convinti che nell'ora solenne tutte le forze della nazione si fonderanno nel sacro nome d'Italia, per la sua difesa, per la sua grandezza . L'ordine del giorno, al quale fu aggiunta * come in particolare notava il prefetto > l'espressione Si considera decaduta la Triplice Alleanza venne approvato con una ovazione irrefrenabile.
Dall'elenco degli intervenuti o aderenti al convegno interventista, risulta chiaramente che in numero di gran lunga maggiore erano rappresentati i partiti democratici e quelli cosiddetti rivoluzionari. È ancora una riprova di quanto aveva progredito la concezione nazionale della guerra; ed è confermata dall'ordine del giorno conclusivo, che citava corno primi e principati obbiettivi dell'intervento l'integrazione dell'opera del Risorgimento, la rivendicazione dolio tetre irredente, la conquista dei confini militari. Più ancora, il convegno nazionale di Padova assunse un evidente significato dal fatto che era stato di proposito indetto dal comitato promotore per la ricorrenza di un rilevante episodio del Risorgimento: la sommossa scoppiata a Padova nel pomeriggio del 7 febbraio 1848 e inaspritasi subito e il giorno dopo, alla quale tanta parte presero gli studenti dell'Università. Dalle truppe austriache venne soffocata uel sangue; ma fu la prima scintilla della guerra dell'indi pendenza.
La commemorazioni? del moto riuscì solenne e imponente. Un lungo foltissimo corteo percorse la via principale della citta, fra acceso entusiamo. Noi teatro maggiore ne] quale, fra lo moltissime bandiere, spiccava, simbolo più