Rassegna storica del Risorgimento

AZEGLIO TAPPARELLI D' (FAMIGLIA); BIBLIOTECA CIVICA DI SAVIGLIA
anno <1964>   pagina <112>
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Libri e periodici
portantissimo in diplomazia: fl. principe, sosteneva la stampa, aveva ignorato con la visita al re il veto del Vaticano. In quanto al diritto che la S. Sede esordiva il Dalla Torre non ha mai cessato di affermare dal giorno in cui la rivoluzione le tolse il potere temporale, la libertà piena del suo governo spirituale, è cosa che riguarda la S. Sede ed i sovrani cattolici, che appunto perchè tali non debbono compiere atti che possono sanzionare ciò che il Vaticano condanna. La stampa ha un bel dire e discutere, ma è cosi; e noi stessi giornalisti cattolici saremmo dispensati da ritornare ormai con gli avversari su questo grave argomento, giacché noi verremmo così a riconoscere che una discussione è ammis­sibile (pp. 45-46, l'articolo è stato pubblicato da La Libertà, 23 aprile 1910). Ma l'esi­genza di buoni rapporti tra la Chiesa e lo Stato in Italia appare anche evidente nello stesso articolo; secondo l'A. la questione romana non si è potuta risolvere a causa della politica dei liberali, di quel liberalismo che doveva trovare l'essenza di una libertà e di una indipendenza invulnerabili, aU'infuori di un potere temporale della S. Sede e non ci è riuscito, ed è venuto a provare coi fatti, che fino a prova contraria, quel potere è l'unico potere del presidio religioso del Papa (ivi, p. 47). Durante il periodo giolittiano, quando di già si intravedeva l'inizio di buoni rapporti tra Chiesa e Stato, parecchi circoli politici facevano giungere in Vaticano i loro consigli e le più svariate proposte; il periodico pado­vano del Dalla Torre intervenne con una parola di moderazione, con un invito a tanti impazienti interpreti e consiglieri della volontà della Chiesa a stare tranquilli, a non pre­tendere di saperla in tale questione più lunga e più saggia del Papato (pp. XVIXVII). Nel '13 il Dalla Torre veniva chiamato dalla fiducia del papa alla direzione dell'Unione Popolare, i suoi discorsi ed i suoi saggi assumevano quindi carattere di ufficialità quando ai voleva conoscere hi volontà del Vaticano. Cosi venne accolto il discorso che egli pro­nunziò in occasione della promulgazione del nuovo Statuto dell'Unione Popolare (pp. 197 215), quando cioè si era avvertita la necessità di una organizzazione più funzionale, ma sempre obbediente alla volontà del papa e tesa ad ... educare le coscienze all'osservanza franca e completa dei loro doveri religiosi, civili e sociali, unire volontà ed energia alla difesa dei principi cattolici... (pp. 198-199). Nel '20 fu chiamato a dirigere L'Osservatore Romana, incarico che in quel particolare momento era considerato assai delicato ed im­portante; molte sono le note pubblicate dal Dalla Torre in questi anni (siamo nel periodo 19201930, cosi ricco di eventi per la Chiesa e per l'Italia) e purtroppo nessuno di questi articoli è stato pubblicato in questa raccolta curata dal De Rosa, ma hi lacuna, se così possiamo chiamarla, è stata colmata in parte dalla pubblicazione di un importante saggio del Dalla Torre; si tratta di Azione Cattolica e Fascismo, di grande importanza per cono­scere il pensiero del Dalla Torre e la posizione polemica da lui assunta nei confronti del regime e per cui meritatamente fu decorato dagli organi direttivi della Resistenza. È stata inoltre pubblicata in questa raccolta una altra serie di importanti articoli del Dalla Torre apparsi BU L'Osservatore Romano in polemica con Mario Missiroli per il suo Date a Cesare. Questi due saggi che il De Rosa presenta nel secondo volume dell'antologia ed X Cattolici e la vita pubblica italiana, altro opuscolo integralmente pubblicato, hanno ca­rattere essenzialmente storico anche perchè sono l'espressione della volontà della Santa Sede e del movimento cattolico italiano, ma solo di una parte di questa organizzazione che, come è noto, in periferia specialmente simpatizzò per il fascismo. Non mancano nel se­condo volume di questo saggio alcuni discorsi di alcuni anni or sono, discorsi comme­morativi di non poca importanza storica perchè valide testimonianze di un passato non del tutto noto, come quello pronunziato a Venezia: Pio X e il suo tempo (pp. 177-198) e A settantanni dall' VITI Congresso dei cattolici italiani (pp. 199227).
Afferma il De Rosa di non pretendere di avere pubblicato in questa raccolta tutto il meglio scritto 0 detto da Giuseppe Dalla Torre, ma di avere messo in condizione il let­tore di avere sottomano i testi principali della sua battaglia di militante dell'Aziono Cat­tolica e di giornalista nell'ambito di una continuità ideale con la Storia e la migliore tra­dizione del laicato cattolico dell'Ottocento (pp. XXIX-XXV), e siamo, anche, noi, sostanziabnente d'accordo. D'altronde, particolarmente in questi anni in cui tanto si è detto sai cattolici la loro azione dopo l'Unità e tanti programmi si fanno por approfondire