Rassegna storica del Risorgimento

AZEGLIO TAPPARELLI D' (FAMIGLIA); BIBLIOTECA CIVICA DI SAVIGLIA
anno <1964>   pagina <116>
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116 Libri e periodici
(mala parte del leone la fauno, ovviamente, gli anni 1848 e 1849). Pubblicate dapprima a puntate nella rivista di tendenza liberale Do Nederhmhche Spectator tra il 1863 ed il 1865 e raccolte quindi in due volumi nel 1869, sono ora rese accessibili al lettore italiano nella traduzione di Liliali Peunington De Jongh, per merito di Maria Luisa Trebilinni, e vengono ad arricchire la serie delle Fonti della Biblioteca Scientifica, promossa e curata dall'Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano.
Il Koelman non fu, a quel che pare, pittore di gran levatura; ma era evidentemente dotato di un certo talento letterario e di capacità descrittive, che forse si rivelavano talora con maggiore incisività mediante Fuso della penna piuttosto che del pennello. Fatto sta, che la sua rievocazione della Roma del tempo, di cose e di personaggi, di costumi e di avvenimenti, non solo non sfigura a paragone di altre ben più celebri, ma porta pure ele­menti nuovi, magari anche solo sfumature, nella ricostruzione ambientale, nella precisa­zione del carattere di certi protagonisti delle vicende di allora, nell'analisi degli stati d'ani­mo delle masse popolari. Di religione protestante, e fiero della sua appartenenza ad un popolo che spiccava in Europa per la sua tradizione ben radicata di libertà, il Koelman era portato a simpatizzare istintivamente, senza tuttavia abbandonare un sempre vigile senso critico, con il movimento riformatore liberale e più tardi con i difensori in armi della repubblica romana. E tra questi ultimi venne anzi, ad un certo punto, a trovarsi egli stesso, anche se più per forza di circostanze che per decisione autonoma ed appassio­nata. La sua è una testimonianza di parte, ma di una parte che sa conservare anche, nella maggior parte dei casi, un pacato distacco ed una notevole serenità di giudizio; e l'impe­tuosità di cui si parlava all'inizio, sta più nella foga descrittiva del racconto, che nell'ade­sione incondizionata ed entusiastica dell'autore agli avvenimenti di cui è testimone. Il che, ovviamente, aggiunge valore alla sua parola, dal punto di vista storico.
ALBERTO AQUAKONE
N. VAEBRX, D'Annunzio davanti al fascismo. Con documenti inediti; Firenze, Le Monnier, in 8, 1963, pp. 179. L. 1.200.
Le ambiguità, le contraddizioni, le ingenuità più spesso reali che apparenti, come si potrebbe invece essere indotti a sospettare a prima vista, del poeta D'Annunzio come uomo politico, costituiscono un tema di grande interesse anche al di fuori di ogni intento di ricostruzione biografica dell'individuo. Ciò è particolarmente vero per il periodo dell'immediato primo dopoguerra, in cui l'attività politica di D'Annunzio s'inserisce con esuberanza a volte drammatica, a volte solo vacuamente rumorosa, nel corso principale delle vicende e diventa, sia pure per un arco ristretto di tempo, uno dei fattori preminenti e più incisivi della vita pubblica italiana. Tale attività politica, in questi anni, s'impernia, per lo storico che voglia studiarla e valutarla, su due cardini fondamentali, che a tratti paiono coincidere: l'impresa di Fiume, ed i rapporti con Mussolini od il movimento fa­scista in generale. Nell'ano come nell'altro caso, il problema di fondo che si pone è quello del valore e della forza di attrazione che si devono attribuire alle prese di posizione sociali a carattere populistico, malgrado quella concezione aristocratica della vita che resta sempre alla base del pensiero e della sfera emotiva dannunziani, del poeta trasformatosi in politico attivo.
Merito particolare di Nino Valeri, in questo saggio cosi puntuale nell'analisi storio­grafica ed elegante nella stesura, è quello di essersi soffermato con la dovuta attenzione, nella prima parte di esso soprattutto, su tale aspetto della politica dannunziana sia come ideologia sia come azione concreta, e ciò, naturalmente, pur notte sempre vigile consape­volezza dei limiti che a questa vena sociale e umanitaria, fondamentalmente sincera, ma confusa, intrisa di letteratura e di egocentrismo, impaziente ed insofferente di sacrifici