Rassegna storica del Risorgimento
AZEGLIO TAPPARELLI D' (FAMIGLIA); BIBLIOTECA CIVICA DI SAVIGLIA
anno
<
1964
>
pagina
<
170
>
170
Vita dell'Istituto
alla memorin dell'amico scomparso. Tale volume comprenderà le lettere del periodo 1834-aprile 1848. Per i volami successivi si è deciso di affidare quelli per gli anni 18481849 al prof. Leopoldo Sandri; quelli del periodo 1850-1858 al prof. Ruggero Moscati; quelli del biennio 1859-1860 al prof. Fiero Pieri. Sono state prese deliberazioni circa i rapporti con l'editore, che sarà incaricato della diffusione dell'opera.
*
AQUILA. L'on. prof. "Vincenzo Ri vera è stato nominato Commissario straordinario per la ricostituzione del Comitato.
* *
BARI. - La sera del 7 novembre 1963 si è riunita presso la sede della Camera di Commercio Italo-Orientale l'assemblea generale del Comitato barese dell'Istituto per la storia del Risorgimento, sotto la presidenza del prof. Michele Viterbo. Erano presenti i rappresentanti del Comune e della Provincia di Bari, del Rettore dell'Università, del Comando della Zona Aerea, del Comando della Zona Militare, dell'Associazione Mutilati e Invalidi di guerra, della Sovrintendenza bibliografica, il Presidente della Dante Alighieri, il Direttore dell'Archivio di Stato e molti soci e studiosi. Avevano inviato, da Roma, la loro adesione il Provveditore agli Studi prof. Cassano e l'editore dote. Laterza.
Il Presidente prof. Viterbo ha fatto una concisa relazione sull'opera del Comitato dal 1955 in poi: opera che ha dato i risultati ben noti, attraverso le due Mostre di documenti e cimeli del 1958 e del 1961, cicli di conferenze, concorsi a premio nelle scuole su temi risorgimentali, altro concorso per monografie storiche locali, iniziative varie. Ha messo in rilievo l'ausilio ricevuto dalla Provincia, dal Comune di Bari e dall'Università agli Stadi ed ha accennato in brevi linee al programma di lavoro che il Comitato ha ora innanzi a sé: convegni di stadio ad alto livello, onoranze ad Emanuele De Deo, pubblicazioni illustrative, eventuale destinazione dello storico palazzo del Sedile, in piazza Mercantile, a sede di una Mostra permanente del Risorgimento insieme con un Museo folklo-ristico provinciale o regionale ed altre iniziative.
R Presidente Viterbo ha ricordato i consiglieri scomparsi nel trascorso quadriennio: on. prof. Vincenzo Pacchioni, prof. dott. Giuseppe Dalano, ing. Gennaro de Gemmis, e ha inviato un saluto alla memoria del poeta barese Luigi Fallacara.
Ha quindi rilevato la scarsa obiettività storica con cui, a suo parere, il centenario dell'Unità è stato celebrato attraverso ricche pubblicazioni di grandi case editrici, subito e abbondantemente diffuse nelle biblioteche e nelle scuole. Contro il conformismo di tanti storiografi bisogna reagire con ogni vigore, ristabilendo la verità sui seguenti ponti: quale fu.il sostanziale apporto del nostro Sud al Risorgimento, dal 1794 alla prima guerra mondiale che ne fu la conclusione; quali erano le vere condizioni del Regno di Napoli nel 1860 (consistenza finanziaria, industrie, commerci, flotta mercantile, ricchezza monetaria, ecc.); come gli uomini del Risorgimento intendevano pervenire ad una sintesi nazionale di interessi, anche se parzialmente contrastanti tra regione e regione. Ora il Comitato barese, nei suoi otto anni di vita, ha dato il suo modesto contributo per chiarire questi fondamentali punti di discussione. Quindi non la solita e stantìa retorica commemorativa inspirata alle vecchie e note oleografie del periodo romantico, bensì una indagine spregiudicata e imparziale sui fatti come si erano effettivamente svolti e sull'eredità risorgimentale non ancora realizzata. Indubbiamente una parte dei problemi posti allora e in quel clima ha soggiunto il prof. Viterbo è, dopo oltre un secolo, onoratamente sorpassata, ma al tempo stesso è innegabile che un'altra parte di quei problemi, posti con chiara intuizione del futuro, palpita di vita ancor oggi e attende adeguata soluzione. Ne citeremo uno per tutti e la esemplificazione potrebbe esser lunga cioè quello dello sviluppo del paese in tutti i rami della tecnica moderna e della qwdificaziono dei lavoratori, che, affrontato dalla Germania subito dopo Scdan. creò le basi della fortuna economica tedesca, e che invece in Italia fu purtroppo pochissimo inteso, nonostante gli insegnamenti precorritori di Carlo Cattaneo: enorme problema che ancor oggi è in gran parte aperto*