Rassegna storica del Risorgimento

ASSOCIAZIONE EMANCIPATRICE ITALIANA; COMITATI DI PROVVEDIMENTI
anno <1964>   pagina <185>
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Democratici e Società operaie sulla via di Aspromonte 185
Ancor vivo Cavour, invero, Mazzini aveva concluso una sua lettera al Doliì con l'invito appoggiamoci sul popolo*) e sostanzialmente sotto la sua ispirazione il movimento associativo operaio promosso dai demo­cratici, aprendosi ad un più largo impegno, dopo aver dato vita, a Firenze, nel dicembre del 1860, alla Fratellanza Artigiana d'Italia, si esprimeva nei Capitoli di una Fratellanza Artigiana* con il programma di un'organizza­zione unitaria delle forze del lavoro.2 À ribadire il proprio convinci­mento sull'opportunità di coordinare l'azione politica e l'organizzazione della classe operaia e per dare un più. organico assetto ai Comitati di prov­vedimento per Roma e Venezia, nel giugno del '61 egli inviò a Federico Bellazzi un abbozzo di statuto, nel quale, al settimo paragrafo, si sug­geriva di consacrare attenzione speciale alla classe operaia , e forse per il timore delle apprensioni che questo paragrafo avrebbe potuto suscitare come ebbe a supporre il Menghini3) il Bellazzi, il quale era solito inviare alla stampa periodica ogni benché lieve atto dei Comitati , si astenne, questa volta, dal farlo, pur non mancando di distribuire il testo ai vari comitati subcentrali.
Ha anche Montanelli che sin dai primi anni del suo esilio in Francia aveva assunto posizioni socialisticheggianti nella sua Introduzione ad alcuni appunti storici sulla rivoluzione d'Italia e si era incontrato con la sinistra cattolica francese nelle sne istanze democratiche e particolarmente nelle tesi di un socialismo cristiano4) tornato in Italia aveva sostenuto la ne-
la sua guida. Il regno dell'aristocrazia scriveva nel '58 Vittoriano Lentini da un bel pezzo è finito; i nostri padri ne celebrarono i funerali. La borghesia ceto più esteso n'ereditò per quanto gli fu possibile l'importanza . E, di contro, padre Baviera: Il nervo della civiltà umana risiede nel ceto medio, che è la parte più adulta della società, e non nel volgo che ne esprime la fanciullezza. Onde come dal ceto medio dev'essere co­stantemente nutrita e diretta la cultura delle classi minori, cosi anche da esso quando ancora non vi sicno state iniziate, deve partire il primo impulso (cfr. R. COMPOSTO, L'Iniziatore, un- coraggioso giornale trapanese del tempo dei Borboni, in Trapani, a. VII (1962), fase. I. Le citazioni sono tratte appunto da L'Iniziatore).
') Cfr. E. CONTI, Lettere inedite di Giuseppe Mastini a Giuseppe Dot fi, iu Rassegna storica del Risorgimento, a. XXXVI (1949), p. 162. E si tengano pure presenti le lettere a società operaie e ad associazioni democratiche, per l'arco del '61, in G. MAZZINI, S.E.I., LXIX, pp. 381-409.
") Cfr. L. MINUTI, // comune artigiano di Firense della Fratellanza artigiana d'Italia. Cenni storici, Firenze, 1911. Sulla Fratellanza si vedano pure l'intervento del Piccini, in Atti del nono congresso generale tenuto a Firenze dalle società degli artigiani d'Italia nei giorni 27, 28 e 29 settembre 1861, Firenze, 1862 (d'ora in poi sarà indicato come Atti IX congr.) ed E. CONTI, Le orìgini del socialismo a Firense (1860-1880), Roma, 1950, pp. 57-67.
3) Cfr. G. MAZZINI, S.E.I., voi. cit., p. XXIX.
4) Gir., per quest'ultimo aspetto, A. SKU.KIUO SCOLA HI, I rapporti tra il Montanelli t la sinistra cattolica francese durante il suo esilio (184959) in Bollettino storico pisano, a. XXX (terza serie), 1961, pp. 303-331. Il Montanelli non ebbe le preclusioni antifran-cesì di Mazzini ed i suoi rapporti con lo sinistra cattolica francese indubbiamente ruflor-