Rassegna storica del Risorgimento

ASSOCIAZIONE EMANCIPATRICE ITALIANA; COMITATI DI PROVVEDIMENTI
anno <1964>   pagina <190>
immagine non disponibile

190
Renato Composto
IL
Nelle riunioni del 21 luglio e dell'8 settembre, la Commissione perma­nente dei congressi delle società operaie, ordinando i quesiti inviati dalle singole società in vista del congresso, aveva posposto quelli a carattere politico *) ed aveva deciso di invitare il congresso a non trattarli: si sarebbe evitato, in tal modo, di porre il congresso sulla via di un pericoloso con­trasto fra moderati e democratici. Ma già all'inizio della seduta d'apertura, il 27 settembre, ebbe a delinearsi la contrapposizione delle correnti quando il calzolaio Francesco Piccini propose che si nominasse Garibaldi presi­dente onorario e la proposta fu, sì, accolta, ma non senza dissensi, oppo­nendosi da alcuni che i convenuti non avevano mandato per quell'elezione. L'intervento, poi, del delegato sardo, affinchè si discutesse sulla venti­lata eventualità della cessione della Sardegna ad altra potenza , 2) ac­cese il dibattito sull'opportunità che le società operaie si occupassero di politica e la destra, forse sperando di cogliere un risultato che troncasse ulteriori tentativi, finì con l'unirsi alla sinistra che, per bocca di Guer­razzi, chiedeva che la questione fosse posta come pregiudiziale. Appog­giando, allora, la richiesta di Guerrazzi, Montanelli propose la mozione che fu approvata dal congresso: L'Assemblea dichiara che le questioni politiche non sono estranee ai suoi insti tuta quante volte le riconosca utili al suo incremento e consolidamento . Contro l'ala moderata, l'ala demo­cratica e mazziniana cercava, così, di porsi decisamente a capo della classe operaia. Ma su quali basi fu colta la vittoria democratica?3)
La mozione montanelliana, votata quando 101 delegati avevano abbandonato il congresso, ottenne 74 voti sui 104 delegati rimasti; ma giova pure non trascurare che lo stesso Montanelli, per proporre la sua for­mula limitativa ( quante volte... ), aveva preso le mosse dalla netta e precisa negazione che il movimento associazionistico operaio potesse avere
1 ) Oi questi, dieci concernevano l'allargamento del diritto di voto (e sette erano a favore del suffragio universale) ed nno la ventilata cessione della Sardegna ad altra potenza (sulla quale cfr. R. Moni, op. cu., p. 19 e agg,).
s) Atti IX Congr., p. 28.
Per l'inquadramento del XX congresso nella storia generale dei congressi e del movimento operaio italiano, cfr. G. MANACORDA, Il movimento operaio italiano attraverso i suoi congressi, Boom, 1953, e R. HOSTETTEB, LO origini del socialismo italiano, Milano, 1903. Sul diritto degli operai ad interessarsi di problemi politici anche attraverso le loro società insistette la stampa democratici, polemizzando sui criteri di ordinamento dei quesiti per il IX congresso. In particolare si veda L'Unità italiana del 17- agosto e del 22 Settembre '61.