Rassegna storica del Risorgimento

ASSOCIAZIONE EMANCIPATRICE ITALIANA; COMITATI DI PROVVEDIMENTI
anno <1964>   pagina <195>
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Democratici e Società operaie sulla via di Aspromonte 195
da notare, però, che se, nella polemica fra moderati e democratici i primi i quali avevano evitato, sino ad allora, di affrontare quei problemi : accusarono il IX congresso di non aver risolto i problemi essenziali del salario, della durata del lavoro e del rapporto del capitale con la mano d'opera, dall'altra parte, sin dal discorso di chiusura, il Mazzoni il quale aveva, tenuto la presidenza del congresso accusava i moderati di cadere, oltre tutto, in contraddizione, perchè, rilevava, si trattava di problemi non senza connessione con quella politica che proprio essi avevano voluto bandire dal dibattito.
In verità, non sfuggiva ai moderati il più largo significato delle vicende del congresso fiorentino. L'Opinione, ad esempio, che non aveva mostrato, prima, d'interessarsene e che, nel ricordato attacco alla lettera bertaniana avrebbe insinuato che il partito d'Azione vi avesse esercitato scarsa autorità, finiva con il rivelare sostanziale preoccupazione. Dopo aver riportato, il 1 ottobre, da La Nazione, un resoconto sull'andamento delle sedute fiorentine ovviamente in chiave moderata il giornale del Dina mostrò frequente e sollecita attenzione alle dichiarazioni di protesta dei dissidenti e dedicò addirittura due note di fondo alle società di mutuo soccorso. Nella prima di esse si sosteneva che le società operaie fossero capaci di tutelare da sé i loro interessi; quanto agli uomini agiati disposti a farne parte e che hanno tempo ed esperienza per adoperarsi a loro vantaggio , si diceva accortamente, essi non erano da respingere, ma, si aggiungeva subito, se costoro sono uomini politici, e non l'amore delle classi lavoratrici né lo zelo filantropico li muove, bensì lo spirito settario e la speranza di farsi sgabello delle associazioni di operai a salire, allora è preferibile che gli operai provveggano da loro a' propri interessi, che se ne troveranno contenti . A dare maggior valore alla tesi con il sostegno di una prova storica, si contrapponevano, quindi, le società inglesi (nelle quali i matematici non disdegnavano di offrire la propria opera ... per tenere la contabilità) alle società francesi, che, si asseriva, avevano danneggiato gli operai perchè politicizzate. Si elogiavano, per­tanto, le società italiane delle vecchie provincie del regno sardo e si con­cludeva che il vero riscatto delle plebi... consiste nell'istruzione, nel lavoro, nella moralità e che il vero progresso della democrazia non risiede nell'odio fra le varie elassi sociali e nei disordini politici, ma nell'indipen­denza e nella diffusione del benessere. ')
Successivamente L'Opinione condusse parallelamente la polemica contro il programma democratico, mirante ad afferrare le redini del pò
lì Opinione, . 275, del 6 ottobre '61.