Rassegna storica del Risorgimento
LANDRIEUX GIOVANNI ; NAPOLEONE I
anno
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1914
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pagina
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450
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450 G. mMdteM
i frutti della-vittoria del f filmaio (cioè di Loano) .": Ti pre-go, adunque, dHmpegnare U Direttorio a non lasciarci languire piò. a lungo. 4. X3aptt ripeteva su per giù le stesse cose. Caratteristico è il seguente passo vfygjjenerale, il eonvmmario or- dinatore m capo eW' s>i spediamójU gen. Lasalcotte, che vi di-pingerà tutta l'estensione dell'abisso che si è aperto sotto ino- stri piedi; egli è pure latore delio stato di situazione dei *no- stro aVeiè: e.dei nostri bisogni'-;'egli na l'ordine d'importunarvi fino a che voi vi -siate finalmente arresi alle nostre giuste sol- lecitazioni .
Questi occulta maneggi di Sehorer dimostrano fino alla evidenza, che egli, offrendo al Direttorio le sue dimissioni, non era sincero; 0 ene,- quanto meno, la sua era una sincerità condizionata :;e se il Direttorio avesse soddisfatto alle; sue richieste, egli sarebbe stato felicissimo di ritirare le sue dimissioni. Scherer, in fondo, si crédeva indispensàbilej, eriteneva che dinnanzi alle minacce delle sue dimissioni, il Direttorio sisarebbe piegato e l'avrebbe contentato. 11 12 febbraio, scrivendo a Oacanlt, Scherer non fa neppure la più lontana allusione alle sue dimissioni; si lagna,.-y vero, dell'abbandono in cui è lasciato l'esercito ; ma pregusta anche la gioia dei nuovi trionfi, che conta di riportare prossimamente in Italia.8
Dai suoi amici (li Parigi Scherer è esattamente informato dei discorsi, che si ranno nei salotti parigini, e dei propositi che si manifestano nelle alte sfere governative circa il comando dell'esercito d'Italia ; egli sa che la candidatura del gen. Bnonaparte acqui sta favore ogni giorno più, e comincia a dubitare di avere sba* gliato i suoi calcoli, e teme di essere soppiantato da Buonaparte. Ne prova un dispetto irrefrenabile, e smarrisce il senso della dignità, fino ad abbassarsi a chiedere degli attestati di buona condotta dai generali suoi subordinati. Così, il 19 febbraio domanda al gen, ss:ena il suo parerò sulla tattica da lui seguita dopo la battaglia di Loano ; ÌNe ho bisogno per tappare la bocca a quei- faemdwrìXpw<wr ehe da Wigi pretendono, ohe noi potevamo
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t FARY, ni, i55 G 3 medésimo Bitta la lettera ÉiMM Letonriieur del 3 febbraio, mjolaìiminM; p- 123.
"* M3 itoiifl.. aerona en Kfflie, au moia de :me'pr Aoue nous battoons la suit et mmmm repoerona le joaa60-