Rassegna storica del Risorgimento

ASSOCIAZIONE EMANCIPATRICE ITALIANA; COMITATI DI PROVVEDIMENTI
anno <1964>   pagina <197>
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Democratici e Società operaie Buffa via di Aspromonte 197
ni.
In queir aprirsi dell'autunno del 1861, si era già profilata, intanto, la crisi del gabinetto Ricasoli, la cui vita molto spesso fa resa precaria cosi dall'opposizione e dai problemi interni, come dalla situazione diplo­matica nella quale lo irretiva il problema romano. Né, in proposito, il viaggio in Francia del Rattazzi, manifestamente aspirante alla successione del barone toscano, ed il suo incontro con Napoleone HI *) suonarono meno premonitori della pesante allocuzione concistoriale tenuta da Fio IX il 30 settembre.
Indice dell'incertezza era, fra l'altro, la flessione del prestito pie­montese al 5 e del prestito nazionale 1861, *) ma quando si accusava il partito d'azione di essere la causa, con la sua opposizione e con la sua attività, dell'instabilità del governo e conseguentemente dell'abbassa­mento del valore della rendita, si rispondeva anche che il barone Ricasoli, presentatosi alla Camera, ne uscì con un programma, generoso forse nelle idee, ottimo anche nella bocca d'un deputato della sinistra, senza senso pratico, imprudente, inopportuno per un primo ministro della corona, il anale deve agir molto e parlar meno, essendo alla scienza politica primo ministro il silenzio .9)
Così, nelTincalzare delle sollecitazioni di Mazzini per unire le forze democratiche e per orientarle alla soluzione del problema di Roma, e Venezia, l'azione democratica acquistò una particolare intensità ed un particolare rilievo.
*) Cfr. A. OMODEO, Difesa del Risorgimento, cit., pp, 588-89. Da notate pose, però, che quando a Torino gli si faceva balenare che la situazione nel Mezzogiorno rischiava di aprire le vie della guerra civile ed era un modo di ripresentare il problema tornano il Benedetti non mostrava di ritenere esagerata Pipatesi e ne scriveva, il 26 novembre, al Thonvenel: e... Si les partisans de Francois II obtenaient quelqnes succès, Garibaldi reparaitrait avee ses voloutahres et ce serait la guerre civile (cfr. C. VIDAL, La mission da cotnte Benedetti à Twin et le minietère Ricasoli (1861-62), in .Rassegna slorica del Ri­sorgimento, a. XLI (1954), fase. II-III, pp. 507-41.
2) Fra la terza decade di settembre ed il 22 ottobre, alla borsa di Parigi il prestito piemontese al 5 calò da 71,80 a 69,45 ed il prestito nazionale 1861 da 71,50 a 69,20; a Torino, rispettivamente da 71,50 a 69,75 e da 71,61 a 66,05. Segno delle preoccupazioni, su L'Opinione del 22 e del 23 ottobre, i due fondi consecutivi dedicati allo stesso argo­mento: La rendita italiana ed il mercato pecuniario . Il ribasso fu anche più grave nei mesi successivi, sì da Indurre, nel dicembre, il .ministro delle finanze francese a premere sa Napoleone IH affinchè tornasse ad una politica dì maggior sostegno al nuovo regno unitario (cfr. K. MORI, op. cu., p. 60). Il prestito piemontese calò sino a 64,80, il 27 di­cembre, mentre il prestito italiano toccò addirittura il 68,95 delVH gennaio.
8) R Precursore, n. 253, del 23 ottobre.
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