Rassegna storica del Risorgimento

ASSOCIAZIONE EMANCIPATRICE ITALIANA; COMITATI DI PROVVEDIMENTI
anno <1964>   pagina <200>
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Héhatù Composto
lizzata senza un'incessante espressione dei voti, dei bisogni e delle aspi­razioni del paese e senza il riconoscimento di essi da parte del governo, in uno spirito di libertà, proponeva per la nuova associazione il triplice intento: A. - Raggiungere l'Unità Nazionale con Roma capitale. B. - Di raccogliere ed esprimere con tutti i mezzi legali possibili i voti del paese pel suo ordinamento interno ed esterno, C. Di studiare le condizioni econo­miche del paese e promuovere l'educazione politica sociale del popolo italiano .x) Successivamente, nell'adunanza generale del 22 ottobre, fu discusso e votato alla quasi unanimità un indirizzo alle associazioni liberali italiane, che fu diramato a firma di Mosto, Campanella, Bertani e Savi. Vi si denunciava l'abisso prodottosi, ad un anno dagli eventi che avevano realizzato Punita, fra la fiducia iniziale e l'attuale trepidazionez si rifaceva la storia delle ultime grandi vicende italiane, da quando il popolo italiano aveva lasciato fare perchè l'alleanza con la Francia era pro­messa di redenzione dallo straniero, di libertà e di prosperità, a quando il napoleonide, dinanzi al profilarsi di un'Italia unita non più disposta ad essere strumento della sua politica imperiale, aveva preferito la via di Villafranca ed a quando, poi, l'impresa garibaldina aveva avviato l'Italia ad effettiva unità senza l'aiuto altrui ed aveva suscitato l'opposizione napoleonica alla soluzione del problema romano: inceppato il governo da vincoli diplomatici che la nazione condanna asseriva a questo punto l'indirizzo , diffidente delle armi popolari, arrestò la marcia trionfale della rivoluzione, e con essa troncò i nervi alla vita nuova del paese . Da ciò, si proseguiva, la crisi interna e la fiorente alleanza dei governi abbattuti e del pontificato con lo straniero, mentre il governo di Francia dichiarava francese una questione italiana come quella di Roma, senza che il governo italiano si levasse a decisa opposizione. Anzi, mentre da Napoli e dalle altre provinole d'Italia si grida a Roma, un luogotenente del re censura e diffida i liberali siciliani che firmarono la protesta contro l'occupazione straniera della capitale d'Italia .2) L'indirizzo manteneva,
nerale Garibaldi, l'Unità. Nazionale con Roma per Capitale. B, Raccogliere ed esprimere con tutti i mezzi legali possibili i voti del paese pel suo ordinamento interno ed esterno. C, Promuovere 1 educazione politica e sociale delle classi operaie (ci'r. Carteggi politici inediti di F. CRISTO, Roma, 1912, p. 56). Da notare che lo statuto ricalcava quello geno­vese, nel quale, però, mancava l'accenno a Garibaldi e si diceva popolo italiano invece che classi operaie. Da notare, inoltre, fra i dirigenti dell'associazione palermitana, Saverio Friscia, Giovanni Gorrao e Francesco Perroni Paladini. Significativa, infine, l'adesione del Club democratico milanese (Carte Bertoni, 51/XXVIII, 45-46).
8 Carte Bertoni, 51/XXVIH, 75.
*) Si allude al proclama del Della Rovere, del 7 settembre. Per aver firmato la pro­testa contro l'occupazione francese io Roma, furono destituiti il Friscia ed Antonio Mor-vitlo (cfr. TI Precursore, un. 221, del 16 settembre, e 223, del 18 settembre).