Rassegna storica del Risorgimento

ASSOCIAZIONE EMANCIPATRICE ITALIANA; COMITATI DI PROVVEDIMENTI
anno <1964>   pagina <205>
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Democratici e Società operaie sulla via di Aspromonte 205
per la decisione che fu presa ed è da considerale un successo di Bertani di dare ai comitati una base e soprattutto una sanzione veramente popolare, promuovendo, in corrispondenza di ciascuno di essi, la costituzione di associazioni e facendoli poi eleggere dalle rispettive associazioni, sia per Pinvio di una deputazione a Garibaldi.])
L'invio della deputazione, a conclusione di un'assemblea caratteriz­zata formalmente da un impegno alla convergenza delle forze democratiche* non aveva soltanto lo scopo di distogliere il generale dall'ostile influsso del Bellazzi e d'indurlo ad accettare decisamente la linea democratica dandole vigore con il suo prestigio personale, con la sua popolarità, ma aveva anche l'indubbio significato di un preludio ad una più larga azione, Garibaldi era, in quell'autunno, l'uomo più conteso e fors'anche il più indeciso. Sin dall'agosto Bertani aveva sperato di attrarlo nel moto per abbattere il governo ricasoliano e l'egemonia moderata, superandone le diffidenze verso i mazziniani con un atteggiamento di formale lealismo verso la monarchia 2) ed il 7 settembre, ricorrendo l'annuale dell'entrata in Napoli, la stampa e le associazioni democratiche avevan cercato di sollecitarlo ad impegnarsi per portare a fine l'opera interrotta dell'unifi­cazione nazionale; 3) ma anche il Trecchi aveva manovrato fra Torino e Caprera, per alimentare su ben opposte basi il lealismo del generale verso Vittorio Emanuele ed il 20 novembre Garibaldi era stato nominato vice­presidente della Società nazionale di tiro a segno, presieduta dal principe Umberto. E c'erano stati pure l'invito di Lincoln e, dal 14 al 18 novembre, la nota visita di Lassalle a Caprera: sembrava, anzi, che, non senza parti­colare connessione con quest'ultima visita, sul problema romano acqui­stasse prevalenza, in quel periodo, il problema di Venezia, alla cui solu­zione invitavano anche le lettere del Kossuth, del 28 e del 30 settembre. Occorreva evitare, dunque, per non arrestare ed indebolire l'azione intra­presa, che Garibaldi apparisse estraneo ad essa, tanto più in quanto il tentativo del precedente comitato centrale di provvedimento (meno Mosto) di rimanere in carica ed il rifiuto di Bellazzi di accettare la jriele-
W-ìl Precursore, ti. 5 del 6 gennaio '61.
2> Nell'atteggiamento di Garibaldi verso Mazzini, il Bertani vedeva pure, però, un motivo personale: Garibaldi è sempre gelosissimo di Pippo, scriveva a Crispi il 16 ago­sto del *61 (Carteggi politici di F. CRISPI, cìt., p. 47).
3) Caratteristico l'espediente de L'Unità italiana: dopo aver riprodotto, come/ondo, nn articolo del 12 settembre del 1860, nel quale, in occasione dell'ingresso in Napoli di Garibaldi, lo si invitava ad essere l'educatore del popolo italiano, si aggiungeva, a com­mento: Il 7 settembre 1861 Garibaldi ha lasciato interrotta l'educazione del popolo: e oggi Roma e Venezia sono tuttora schiave, e il popolo, rimasto bambino, laschi fare a ehi tocca (a. 244, del 7 settembre '61).