Rassegna storica del Risorgimento
ASSOCIAZIONE EMANCIPATRICE ITALIANA; COMITATI DI PROVVEDIMENTI
anno
<
1964
>
pagina
<
207
>
Democratici e Società operaio stilla via di Aspromonte 207
baldi per un nuovo attacco contro l'azione democratica ed in particolare contro l'iniziativa del gruppo genovese, del quale denunciava Vattività instancabile e soprattutto Vopera di centralizzazione. Si rilevava, in proposito, che nessuno poteva credere che le sottoscrizioni per Roma e Venezia, raccolte da un'associazione, potessero riuscire sufficienti per lo scopo dichiarato: e Noi abbiamo troppa stima dell'intelligenza del comitato centrale si diceva per supporre ch'egli sia mai per credere di poter giovare promuovendo delle sottoscrizioni e delle collette . Nell'opera dei comitati, pertanto, si invitava a vedere il pericolo per il governo dei moderati: Le associazioni debbono avere uno scopo patriottico e non arrogarsi il diritto di costituire uno Stato nello Stato. Che l'associazione de' comitati di provvedimento tenda a questo scopo non si può metter in dubbio. Istituite un comitato di provvedimento in ciascun comune ove sianvi alcuni giovani fanatici od ambiziosi disposti a farne parte, riunite tutti questi comitati in una assemblea, e questa si crederà quasi un consesso politico ed una convenzione nazionale. Queste non sono ipotesi. I capi de' comitati l'hanno più volte dichiarato: nella loro mente l'assemblea di Genova doveva esser un'assemblea nazionale . ') Ma già La Nazione, a pochi giorni dall'assemblea, in una corrispondenza da Torino, aveva manifestato il timore che essa, attuando il programma bertaniano, volesse contrapporre al Parlamento eletto dal suffragio popolare un'assemblea estralegale, al paese legale il cosiddetto paese reale, aprendo la via alla rivoluzione della piazza. E successivamente tornava ad accusare i convenuti di Genova di essersi arrogata una specie d'autorità sovrana e di avere virtualmente organizzato la rivolta contro il governo legittimo: Un potere centrale e una vasta rete di comitati che ad esso metton capo; riunite nelle mani di questo potere tutte le forze del partito d'opposizione... Mi son chiesto concludeva il corrispondente torinese dove ne andiamo, a cosa vogliono trascinarci i nuovi Gracchi in sedicesimo, cosa significa questa Assemblea che arieggia la sovranità all'infuori del Parlamento nazionale . 2> Coro moderato al quale, ovviamente, non mancava di unirsi L'Armonia, che, mostrandosi preoccupata per l'avanzata del mazzinia-nesimo, asseriva che Mazzini avesse in Genova il suo luogotenente, il suo parlamento .9)
]) L'Opinione, n. 21, del 21 gennaio '62. Sul problema dei comitali di provvedimento, L'Opinione ebbe a tornare, in polemica con // Diritto, nel n. 44 del 13 febbraio e poi ancora, in occasione della discussione albi Camera sul diritto d'associazione, nei numeri 49, del 18 febbraio, e 59 del 28 febbraio '62, sostenendo la necessità di un regolamento: regolamento, si diceva, previsto dall'art. 32 dello Statuto, anebe se ancora non redatto, dopo un dodicennio.
La Nazione, n. 365, del 31 dicembre '61.
*) L'Armonia, n. 2, del 3 gennaio *62,