Rassegna storica del Risorgimento
ASSOCIAZIONE EMANCIPATRICE ITALIANA; COMITATI DI PROVVEDIMENTI
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1964
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210
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210 Renato Composto
membri del Comitato dirigente delV associazione unitaria in Genova. x) Affermatavi l'indissolubilità di unità e libertà, vi si sosteneva che, negato il voto alla maggioranza del paese, si aveva un Parlamento che non rappresentava, in conseguenza di quella negazione, se non un solo elemento d'Italia, servilmente devoto ai cenni d'un ininistro qual che ei siasi . Leggi antiche e proprie d'una provincia erano state adattate alle altre province e senza riguardo alle mutate esigenze dei nuovi tempi. Andare a Roma avrebbe dovuto significare, pertanto, un'Assemblea nazionale per un Patto nazionaJei ma a Roma si sarebbe andati più sicuramente passando per uno stadio italo-europeo che muovesse dalla guerra all'Austria, da airontaxe entro l'anno: In Venezia ammoniva Mazzini conquisterete anche Roma . Proponeva pure, intanto, l'invio di Garibaldi nel Mezzogiorno, con ampiezza di poteri , per domarvi il brigantaggio e per restaurarvi l'ordine.
E venne allora anche dai democratici toscani l'esplicita testimonianza di quanto essi ritenessero ormai limitato lo specifico orizzonte dei comitati di provvedimento per Roma e Venezia, sì da ritenere opportuna la fondazione di una più larga associazione democratica . Sin dal 26 febbraio, infatti, Mazzoni, Martinati e Dolfi, a nome del comitato fiorentino, indissero una riunione con un invito nel quale era già espresso un inequivocabile programma; La gravità delle condizioni nelle quali versa il paese nostro, la necessità di sviluppare nel Popolo italiano i germi fecondi di vita pubblica soffocati dall'influenza straniera e dalle ingiuste gelosie di chi disconobbe fin qui i veraci interessi, del pari che le forze vive della Nazione; l'urgenza di prepararsi ai casi avvenire, indussero questo Gomitato di Provvedimento per Roma e Venezia a fare appello a tutti quei cittadini, che gli sono noti per patriottismo e per fede nell'azione popolare, e invitarli allo scopo di discutere le basi di un'Associazione Democratica, che, raccogliendo in un fascio tutti gli uomini di buona volontà e diffondendo nelle moltitudini le idee di libertà e di progresso, sia di possente aiuto al conseguimento del fine comune L'indipendenza, l'unità e la libertà dell'Italia .J) Della riunione, tenutasi il 2 marzo, fu dato, ne
" S.E.I., IXXX, pp. 30721* Sull'opportunità di non trascurare, in previsione dell'assemblea, la funzionalità dell'organizzazione delle società operaie per il programma democratico, Mazzini aveva insistito e continuò ad insistere (cfr., ad es., le lettere a Felice Caaaccia, del 30 gennaio, del 3 marzo e del 18 marzo '62, in S.E.I., LXXII, p. 169, p. 209, p. 235). Egli insisteva, anche, però, aftinché ai desse la precedenza al problema del Veneto (cfr. lettera a Sacchi e Bertoni, del 7 marzo, in S.E.I., LXX1I, p. 220), con costante nesso fra concezione del problema nazionale ed europeo e concezione democratica (ibid.> p. 265).
2) La Nuova Europa, auppl. al n. 287, del 2 marzo '62.