Rassegna storica del Risorgimento

ASSOCIAZIONE EMANCIPATRICE ITALIANA; COMITATI DI PROVVEDIMENTI
anno <1964>   pagina <214>
immagine non disponibile

214
Renato Composto
compimento l'unità, far compiuto il plebiscito dell'ottobre 1860 con una partecipazione delle forze popolari che consentisse un rinnovamento politico ed una sostanziale sostituzione della classe dirigente del paese. 9 Un programma, è naturale, dal quale non potevano non trarre motivo, di preoccupazione i moderati, dei cui timori si fece voce, al solito, L*Opi­nione, la quale, oltre a protestare contro la proposta di richiamare Mazzini in patria e contro la proposta per il suffragio universale, si sentiva in dovere di dare l'allarme sull'azione democratica: L'assemblea di Genova è secondo noi un avvenimento che deve preoccupare il governo e farà sfa­vorevole impressione anche all'estero .2) Quanto all'armonia, essa colse l'occasione per lanciare ancora una volta le sue accuse all'imprevidenza dei moderati, i quali, si diceva, avendo accettato l'alleanza con i demo­cratici per l'attuazione del programma nazionale, ora rischiavano di esserne trascinati sul terreno rivoluzionario, sulla via del socialismo. Ma. non si può negare che il giornale clericale cogliesse nel segno accennando allo stato d'animo di larghissima parte del moderatismo, e particolarmente di quello piemontese, quando scriveva: Vi sono molti torinesi, veri figli di Gianduia, che finora si rallegrarono di tutto ciò ch'erasi fatto in Toscana, nelle Romagne, nelle Marche, nell'Umbria, nel regno delle Due Sicilie, e considerando che lo Stato nostro si allargava, e Torino cresceva d'im­portanza e di popolazione, battevano palma a palma senza cercare più in là. Ma poiché lessero nel Diritto, nel Movimento, nel Roma e Venezia la relazione delle adunanze tenute in Genova il 9 e il 10 marzo dai Comitati di Provvedimento, questi signori Torinesi incominciarono a fregarsi ben bene gli occhi, e visto un po' più chiaro attraverso la nebbia rivoluzionaria, si spaventarono e corsero all'ufficio del deputato Boggio, supplicandolo di salvare Torino, il Piemonte, l'Italia da un'imminente rovina . 3) Sintomatica è, ad ogni modo, l'insistente attenzione data da quel giornale alle sedute dell'assemblea genovese, pubblicandone i resoconti e commen­tando (dal n. 58 al n. 64) le vicende di quello che veniva definito il parla-mento di Giuseppe J, cioè di Garibaldi, ed era considerato come prepara­
ci) Si noti il seguente passo di una minuta di circolare dell'A.E.1.; <c II fine... e la attuazione del plebiscito col più ampio sviluppo delle nostre politiche istituzioni. I messi son due: pensiero ed azione... Per pensiero noi intendiamo una continua ed indefessa propaganda d'idee, onde illuminare il popolo, e principalmente la classe degli operai e contadini sai propri doveri e diritti (Carte Bertoni, 5Ì/XXVHI, 22: la riportiamo in­tegralmente in appendice).
*) L'Opinione, a., iti, del 12 marzo '62,
3) L'Armonia, n. 62, del 15 marzo '62. Nella conclusione si auspicava ohe l'Italia invece di emanciparsi ancora, divenisse schiava della giustizia, della verità, del­l'onestà, serva del Cattolicistno, e rientrasse sotto la patria podestà del sommo Pon­tefice ... .