Rassegna storica del Risorgimento

ASSOCIAZIONE EMANCIPATRICE ITALIANA; COMITATI DI PROVVEDIMENTI
anno <1964>   pagina <217>
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Democratici e Società operaie sulla via di Aspromonte 217
Mezzogiorno Garibaldi, a rappresentarvi il re ed a ricondursi Perdine. Si tornava, così, secondo il recente suggerimento di Mazzini, ad una tesi
Garibaldi moderatore del Mezzogiorno che era stata già avanzata nell'autunno del '60; ma dietro ad essa c'era, nel '62, tutto il nuovo im­pegno organizzativo delle società democratiche che, naturalmente, doveva renderla ancor meno accetta di allora ai moderati, i quali trovarono negli avvenimenti successivi l'occasione per eludere il tentativo della sinistra.
Ancora dai democratici di Genova partirono, invece, due altre ini* ziative.
H15 aprile, una circolare della commissione esecutiva dell'associazione emancipatrice, a firma di Mario, Mosto e Cuneo, tornava a protestare con­tro il proposito rattazziano di regolare il diritto d'associazione. Era chiaro l'intento del governo di annullare lo sforzo organizzativo dei democrativi ed anzi il 18 febbraio era stata perquisita l'abitazione di Mosto, per il sospetto di arruolamenti clandestini. J) La commissione rivolgeva, per­tanto, appello a tutte le associazioni liberali affinchè elevassero la loro protesta ancor prima che il Kattazzi passasse alla presentazione ufficiale di un progetto di legge. 2> Nella seduta del 24 aprile, infine l'associazione emancipatrice di Genova votava una petizione al Parlamento per il suf­fragio universale. 3)
In tal modo il movimento democratico completava il suo piano d'azione in un largo arco che saliva dalle società operaie al Parlamento. 4) L'arco avrebbe, però, una frattura che in qualche maniera non ci consen­tirebbe di porlo come sfondo alla giornata d'Aspromonte e la svalute­rebbe, anzi, nel suo significato storico, riducendola ad un'improvvisazione
più o meno simbolica del ribelle splendido d'Aspromonte o limitandola entro l'angusta visuale di un inetto tentativo del monarca e del suo mini­stero, inesperti ed incapaci eredi della politica cavourriana, se accettassimo integralmente la versione tradizionale di un particolare episodio: le dimis­sioni di Garibaldi da presidente dell'Associazione Emancipatrice. Se infatti l'accettassimo, la sfortunata impresa garibaldina si svuoterebbe di quel più profondo impegno politico che si è sin qui ricostruito come sua storica premessa, per rimanere ristrettamente delimitata nella prospettiva della capitale fatale, consacrata dal sangue d'Aspromonte. Ora, nessuno può dubitare che l'alleanza tra mazziniani e garibaldini non significasse
*) CFr, L'Unità italiana del 21 febbraio *62. É È Precursore, ai.. 10É, del 2 maggio *62. 3) Ibtt, n. 107, del 5 maggio '62.
*) Tralasciamo di proposito quanto riguardo l'apprestamento di uomini e di armi, del quale è por traccia nelle Carte Bertoni.