Rassegna storica del Risorgimento

ASSOCIAZIONE EMANCIPATRICE ITALIANA; COMITATI DI PROVVEDIMENTI
anno <1964>   pagina <221>
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Democratici e Società operaie sulla via di Aspromonte 221
né meno manifesta del programma democratico fu l'insistente manovra dei moderati contro le associazioni avversarie, manovra clic non poteva di certo essere addebitata a preoccupazioni diplomatiche, come nel caso dell'intervento a Sarnico e ad Aspromonte.
E tuttavia, ad appena venti giorni dal congresso di Genova, il quoti­diano Crispino, nel commentare l'azione della sinistra parlamentare, ammetteva che questa si attenesse ad una certa linea legalitaria, costi­tuzionale: Càspi è sempre il vicepresidente di questa importante fra­zione parlamentare che da un pezzo in qua, pur non isconfessando il radi­calismo di sue teorie, mostrò pratico senno ed ebbe somma e patriottica influenza nelle deliberazioni della Camera . *) Lo stesso Crispi, è vero, firmò in nome di Garibaldi la circolare del 10 agosto dell'Associazione Emancipatrice, nella quale si ricordava che il fondamento dell'unità Nazionale fu costrutto a forza di ribellioni e di leggi violate, ossia mercè della rivoluzione e si sosteneva, contro il proclama regio, che il diritto del governo e del Parlamento a compiere l'unità d'Italia era teoricamente incontestabile, ma che questo diritto presupponeva uno stato costituito e in condizioni normali ed i cui poteri fossero elettivi e la libertà lo tute­lasse ;2) sequestrata, però, la circolare, dichiarate sciolte, con decreto dello stesso 10 agosto, le associazioni emancipatrici, PI Crispi che aveva resistito ai richiami della Sicilia il 18 agosto scriveva a Fabrizi; Bisogna conservare Vordine in Sicilia, cioè evitare la guerra civile e preferiva illu­dersi su una sconfitta parlamentare dei moderati: Qui i ministeriali gridano ad ima pacifica soluzione della crisi, dopo aver gridato la repres­sione .4)
Né va tralasciato che ancora al 29 agosto un Bertani pensasse di poter giocare la carta di mi incontro con Vittorio Emanuele. 5)
VL
Il Re di Sardegna diventò Re d'Italia, e il fondamento deW unità Nazionale fu costrutto a forza di ribellioni e di leggi violate, ossia merco della rivoluzione. E però rimase integra la dignità della Corona e del Parla­mento : sfuggiva, in questa prospettiva, non soltanto il finale e signifi-
Il Precursore, n. 76, del 29 marzo '62.
2) CarL poh in., di F. CRISPI, cii., pp, 132-33. E si veda, più oltre del posso citato nel testo, l'insistenza sulle condizioni del regno.
W 1 verbali e le proteste, in Carlo IiortanU 50/XXÌII, 15-16. *) Corteggi politici di F. CRISPI, eie, p. 137. *) Ibid., p. 139.