Rassegna storica del Risorgimento

ASSOCIAZIONE EMANCIPATRICE ITALIANA; COMITATI DI PROVVEDIMENTI
anno <1964>   pagina <223>
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Democratici e Società operaie sulla via di Aspromonte 223
principio dello sciopero e non disposti a porsi, con. gli operai, sul terreno della lotta di classe. In questo limite crediamo che il loro sforzo per dare al proprio impegno politico l'ausilio di una base popolare trovasse il punto critico: se non si può affermare, in proposito, che la consapevolezza della lotta di classe in termini moderni fosse già largamente diffusa nei ceti operai ed operante nelle comuni società di mutuo soccorso, non mancò, invece, anche in queste, il timore che l'impegno politico richiesto potesse tradursi in elusione delle proprie esigenze. E Mazzini avvertiva la difficoltà di ottenere la piena adesione delle forze popolari quando scriveva al Gian­netto, il 2 giugno del '62: Bisogna prima conquistare il popolo a noi, e finora non lo è . x) Ne le società di mutuo soccorso erano ormai, come si è accennato, organizzazioni incontrastate del movimento operaio: tra il '61 ed il '62, infatti, non è soltanto nel movimento operaio francese che comincia ad operare l'esempio del trade-unionismo, che anche nel movi­mento operaio italiano, in Lombardia, in Emilia, circola già lo spirito della lettera di Tolain e si fa strada l'esigenza di organizzarsi d'eri bas... en dehors du patronage de Vautorité et des fabricants .2)
Accortamente, pur se in mala fede, i dissidenti del IX Congresso avevano insinuato che a Firenze la voce dei politici avesse sostituito la voce degli operai effettivi. Ma una ben più probante, perchè diretta, testimonianza ci è dato cogliere nel corso della già rammentata riunione palermitana della sera del 9 luglio. Quando Garibaldi propose la fusione delle varie società nell'Associazione emancipatrice, il presidente della società operaia, Dominici, espresse il suo timore per l'assorbimento nel comitato direttivo della nuova associazione e sostenne l'opportunità che le società operaie mantenessero un organismo direttivo per le loro speci­fiche finalità statutarie. *) jjLa frase già riportata del successivo discorso tenuto da Garibaldi a Misilmeri l'il luglio, è evidente risposta a quel timore (gli operai potranno occuparsi di politica senza pregiudizio del lavoro e dei loro interessi ) e lascia, anzi, intravedere che il problema sollevato dal Dominici non fosse apparso voce di un singolo e non fosse rimasto senza una qualche eco nel generale e nei suoi consiglieri.
Questo aspetto del problema (la politica democratica vista dai ceti operai e contadini) meriterebbe certamente una larga ricerca; ma a noi
i) S.B.I., LXXTJ, p? 328.
2) Cfe* F. DOLLKANS, Storia del movimento operaio, ta il., Roma, 1946, voi. I, p. 280 e sgg.
3) Jl Precursore, a. 165, del 10 luglio. La Forbice, nel suo resoconto della riunione del 9 luglio, precìsa ohe il Dominio! avrebbe indicato in 500 il numero degli iscritti alla società da lai presieduta, di cui soltanto 30 o 40 presenti in S. Domenico.