Rassegna storica del Risorgimento

ASSOCIAZIONE EMANCIPATRICE ITALIANA; COMITATI DI PROVVEDIMENTI
anno <1964>   pagina <225>
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Democratici e Società operaie sulla via di Aspromonte 225
imita. Per noi non esiste rivoluzione, che sia puramente politica. Ogni rivoluzione deve essere sociale .1J
H solco apertosi con la crisi del '62 era destinato, però, a farsi più. netto. Dalle colonne de La Nuova Europa esso si apriva nell'autunno stesso del '62 con la polemica antimazziniana, per la quale Alberto Mario prendeva le mosse proprio da Aspromonte, per sostenere la tesi che la libertà dovesse essere unico mezzo al conseguimento dell'unità nazionale, e sarebbe stato approfondito, anche dopo la cessazione del giornale, con l'opera data da Martinati, da Gastellazzo e soprattutto da Lo Savio per la prima diffusione di concetti e di atteggiamenti socialisti in Firenze; *) ma persino in Sicilia (ove più. lontano era l'influsso dei movimenti operai d'oltralpe ed ove era meno possibile ricondurre le sollecitazioni dell'am­biente economico-sociale ad un'evoluzione di struttura) il movimento democratico si scisse in due correnti: l'una, la legalitaria, vide schierarsi con Crispi un La Loggia, un Perroni Paladini, un Pantano; l'altra, che ebbe ì suoi primi rappresentanti in Giovanni Corrao, Filippo Lo Presti, Giuseppe Badia, Domenico Corteggiarli, condannato ogni ulteriore compromesso con la monarchia, orientò sempre più apertamente il proprio repubblica­nesimo a posizioni socialiste, che nel giugno del '63 trovarono anche una sia pure incerta e breve espressione giornalistica nel primo periodo di Unità e Libertà.3)
RENATO COMPOSTO
APPENDICE
MINUTA PER UNA CIRCOLARE DELLA COMMISSIONE ESECUTRICE VELL'ASSOCIAZIONE EMANCIPATRICE ITALIANA
Eletti dal Consiglio generale centrale a membri della Commissione esecutrice spe­cialmente incaricata di eseguire ed attuare le decisioni dell'Assemblea del 910 marzo, primo nostro dovere è quello di farvi chiaramente conoscere il fine ed i mezzi che si pro­posero i rappresentanti delle associazioni patriotiche nel coHegarsi ed accentrarsi ad un patto comune.
H fine voi già lo sapete, è l'attuazione del plebiscito col più ampio sviluppo delle nostre politiche istituzioni*
I mezzi son due: pensiero ed azione:un milione di soldati, e un milione di apostoli.
Per pensiero noi intendiamo una continua ed indefessa propaganda d'idee, onde illuminare il popolo, e principalmente la classe degli operai e contadini sui propriì doveri e diritti. A tale effetto sarà vostra precipua cura:
1) d'istituire associazioni patriotiche ove non esistono, di diffondere ed allargare le esistenti, e fare in modo che siano proficue all'istruzione del popolo col rendere le sedute
i) SM.U voi. LXXTII, p. 166-7.
2) Cfr. E. CONTE, Le origini.,., cit., pp. 46-52*
3) Cfr. E. BRANCAXO. La Suditi nel primo ventennio del regno d'Italia, Bologna, 1956, pp. 230 e sgg.