Rassegna storica del Risorgimento

MASSARI GIUSEPPE LETTERE
anno <1964>   pagina <227>
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RASSEGNE, DISCUSSIONI E VARIETÀ
TRE LETTERE INEDITE DI GIUSEPPE MASSARI
Appena ritornato a Parigi per continuare la travagliata vita dcll'esi-glio , l) alla (piale era stato costretto quando s'imbarcò da Napoli il 10 set­tembre 1838 per Marsiglia, Giuseppe Massari in una lettera del 22 aprile 1844 (dopo quattro mesi esatti di silenzio) dava notizie di se al Gioberti.2) Il gio­vane esule tarentino informava il filosofo intorno alle sventure che aveva dovuto subire durante quei quattro mesi in Italia, e al fallimento del suo tentativo di raggiungere la Toscana. Circa la determinazione di ritornare in Italia e di sta­bilirsi in Toscana, il Massari si era espresso in una lettera del 28 novembre 1843 al Gioberti,9' il quale gli aveva risposto il 1 dicembre approvando quella riso­luzione. 4) Alle 2 pomeridiane del 23 dicembre 1843, il Massari partiva per l'Ita­lia con una cinquantina di lettere di presentazione dategli dai grandi esuli ita­liani in Parigi: Bercbet, Pepe, Marniani, Libri, Amari, Centofanti, la principessa Belgiojoso, la marchesa Arconati ecc.. e dal Gioberti, clic lo raccomandava al Pellico, al Balbo, al Baracco. Le costanti psicologiche della formazione spirituale del giovane Massari dal 1838 al 1844 sono compiutamente documentate nelle lettere ch'egli scrisse al Gioberti in tutto quell'arco di tempo in cui acquistò fisionomia nell'ambito patriotticopolitico italiano in Parigi. Già nella prima lettera al Gioberti dell'11 novembre 1838 sono racchiuse in nuce le moti­vazioni della sua vita interiore confermate dalla sua anabasi di uomo poli­tico. ) L'atmosfera psicologica del mondo culturale parigino, il contatto con i grandi Italiani esuli (in virtù del quale gli fu impressa quella coniazione spirituale
*) Nelle pagine autobiografiche intitolate Da una vocazione ad un'altra mandate a Ferdinando Martini per il volume (a cui collaborarono il Carducci, il D'Ancona, il Ber-sezio e altri scrìttoti italiani) II primo passo: noie autobiografiche, Ruma, 1882, il Massari scriveva: Nel 1838 mi bandirono dalla patria, e cominciai a Parigi la travagliata vita dell'esiguo (p. 122).
a) GioBERTr-MASSAiu, Carteggio (1838-1852), pubblicato e annotato da Gustavo Bal­samo Crivelli, Torino, 1920, pp. 187-294.
3) r Andrò a Torino, di là a Milano. Poi a Genova, poi finalmente in Toscana, dove con l'aiuto di Dio e delli ottimi amici che hanno la bontà di impegnarsi per me, spero poter riuscire a procacciarmi onesta e modesta sussistenza, ed essere nel caso di studiare e mettere tutte le conoscenze che ho potuto acquistare a profitto della dilettissima nostra patria.,. La mia partenza avrà luogo fra una ventina di giorni più o meno, conto fare il Natale a Torino (GIOBERTI-MASSARI, Carteggio di., p. 281).
''' Mi duole proprio all'anima di non potervi vedere e abbracciare prima che rim­patriate. Ma amo molto meglio sapervi in Toscana che in Francia... Accasandovi nella provincia italiana che sola gode, può dirsi, uno spiraglio di libertà, potrete giovare non poco a tutta la comune patria (GIOBEBTI-MASSAIII, Carteggio cit. p. 283).
"i La mia patria è Taranto, nel Regno di Napoli: il mio cuore è tutto italiano, ed adusto dal desiderio di vedere un giorno tornata all'antico splendore la sventuratissUna nostra comune patria (GIOBERTI-MASSARI, Carteggio cù, p. 1).