Rassegna storica del Risorgimento

MASSARI GIUSEPPE LETTERE
anno <1964>   pagina <230>
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230 Emilio Costa
soggiorno torinese aveva incontrato: Balbo, Petitti, Plana, Bon Compagni, Sauli, Provana, Valerio, Pellico, Baracco, Proinis, Pinelli e tali nomi suggeriscono, da parte del giovane pugliese, una intensa ricerca di contatti nella città in cui Gio­berti aveva più aderenze. Quel giovane esule era per quel gruppo di intellettuali subalpini il portavoce di Gioberti (il Piuclli era venuto da Casale per incontrarlo) e quei giorni torinesi trascorsero in un clima di affiatamento e di speranza. Per (pianto riguarda i quindici giorni trascorsi a Genova, probabilmente nella prima quindicina dell'aprile 1844, uno ad oggi si poteva supporre che il Massari avesse conosciuto Lorenzo Pareto, fugacemente citato in una lettera dell'8 giugno 1844 al Gioberti. *) Nuli'altro era possibile sapere, perchè nelle lettere successive al 22 aprile 1844, nessun cenno ci è stato possibile cogliere su quel soggiorno geno­vese, del quale aveva promesso al Gioberti di parlare e soprattutto di riferire i giudizi, che in quella città erano stati espressi sul Primato.
Tre lettere del Massari custodite nell'archivio Buffa in Ovada (Alessan­dria) contribuiscono finalmente a far luce su (mei quindici giorni genovesi. Com­battuto tra il timore e la speranza, spiato dalla polizia, consigliato a lasciare l'Italia, deluso e depresso, il Massari trovò conforto in quei giorni nella compa­gnia del medico ovadese Ignazio Buffa,2) fratello del deputato e ministro ligure Domenico Buffa,3) il quale lo aveva presentato al marchese Vincenzo Ricci e ad altri intellettuali e patrioti genovesi. Le tre lettere inedite che pubblichiamo racchiudono i sentimenti di devozione e i motivi di confidenza del Massari verso il medico ovadese, ed esprimono apertamente la simpatia dell'esule per Genova. Due di queste lettere, datate: Parigi 22 aprile e 25 novembre 1844, sono desti­nate ad Ignazio Buffa; la terza, senza data, ma contenuta nella busta della let­tera del 25 novembre era per Domenico Buffa. Appena giunto a Parigi, nello stesso giorno in cui aveva dato ragguaglio di sé al Gioberti, il Massari espri­meva hi propria riconoscenza ad Ignazio Buffa. Ti voglio bene di cuore - gli scriveva e benedico Iddio di averti conosciuto e di aver avuto il piacere di apprezzare le tue belle qualità e di amarti come un fratello . Il linguaggio del­l'esule acquista una csplicitazione clcgiaco-ottativa: Chi mai potrà descriverti le angosce da me sofferte lasciando la dilettissima patria nostra? Chi quanto mi è rimasta impressa nell'animo la cara Genova? Quanto mi rincresce di avervi soggiornato così poco tempo! Adesso non veggo più quel bellissimo cielo, quel mare, quella magnifica e splendida città, che mi riempivano l'anima di poesia
!) Cita U Pareto come uomo pio, religiosissimo, e geologo di primo ordine (Gio-BEBTl-MASSARI, Carteggio cit.t p. 309).
s) Ignazio Buffa, ovadese (1814-1860) studiò medicina a Pisa, dove strinse ami­cizia con Giuseppe Montanelli, Marco Tahorrini (dei quali si conservano lettere a Ini di­rette nell'archivio Buffa in Ovada), con Zanobi Bicchierai, Bartolomeo Aquorone e con altri. iuicllctiuali toscani ed esali piemontesi e lombardi. Scrisse racconti e poesie popo­lari e collaborò alle Letture popolari fondate nel 1837 da Lorenzo Valerio (del quale sono conservate molte lettere al 8.), al Subalpino diretto da Massimo Montozomolo. All'inizio del 1848 fu tra i redattori della Lega Italiana, giornale politico genovese fondato da Do­menico Buffa. Scrisse alcuni drammi, tra i quali va ricordato Vittoria Accoramboni, Torino, 1855. Tra i suoi amici contiamo ancora Urbano Battezzi, Domenico Carntti, Francesco Predar!, Giovanni Lonza ecc.
') Per Domenico Buffa (1818-1858) e Ir. LUCETTA FIIANZONI CASIUKIUNI, Domenico Buffa e la tua parte nel Risorgimento Italiano, in Bollettino dal Museo del Risorgimento Bologna, a. I (1956), pp. 106-124; a. il (1957), pp. 171-199; a. IH (1958), pp. 17-60.