Rassegna storica del Risorgimento
MASSARI GIUSEPPE LETTERE
anno
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1964
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pagina
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231
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Tre lettere inedite di Giuseppe Massari 231
e d'entusiasmo: qui tutto è prosa e che prosa! calcolo, egoismo, interessi materiali! Iddio voglia che il mio esiglio duri poco, io ardo di tornare in Italia . In questa e nelle due lettere seguenti, egli dà notizia del mondo letterario e politico francese e accentua le sue attestazioni di stima e di simpatia per i due fratelli Buffa e per i loro amici genovesi.
Dal 1848 in poi, il Massari ebbe occasione di incontrare spesso Domenico Buffa a Torino,*) e talvolta anche Ignazio, il quale essendo in relazione col Valerio, col Predari, col Carutti, e aderendo a iniziative culturali e collaborando a giornali e a periodici, si recava spesso alla capitale. Con Domenico ebbe, dopo l'avvento di Cavour, motivi di collaborazione, specialmente dal 1855 al 1858, quando il deputato ovadesc aveva ripreso la sua vita parlamentare (dopo i due anni ohe fu a Genova intendente generale). Il Massari sottolineò sempre l'onestà, la lealtà, la franchezza di Domenico Buffa, non soltanto in lettere private, o nelle parole che gli dedicò nella Rassegna politica della Rivista Contemporanea in diverse occasioni,a* ma soprattutto nel suo Diario,3) dove lo ricorda come un perfetto galantuomo e conclude il suo appunto con una espressione di rimpianto: Mancherà, ne son persuaso, negli eventi che si approssimano .
EMIDIO COSTA APPENDICE
1 A- IGNAZIO BUTTA
Di Parigi il 22 aprile 1844 Ignazio carissimo. 59, Bue de Seine St. Germani.
Eccomi a Parigi e ti mantengo senza perder tempo la promessa che ti ho fatto di scriverti da questa capitale, e rimettermi nella tua memoria dalla quale spero del resto non essere mai uscito: il suffragio dei buoni mi è caro oltremodo, e dirti che ambisco piò di ogni altro il tuo mi pare superfluo. Non prender ciò per una cerimonia, giacché fra noi le frasi rettoriche e le melensaggini arcadiche sono bandite, e ci diciamo quel che pensiamo e quel che sentiamo. Si, caro Ignazio, ti voglio bene di cuore e benedico Iddio di averti conosciuto e di aver avuto il piacere di apprezzare le tue belle qualità e di amarti come un fratello. Il mio viaggio fu noioso e faticosissimo, ma prospero: il mare non mi fece male, ma la vettura mi ha squinternate le ossa e me ne risento ancora: e poi chi mai potrà descriverti le angosce da me sofferte lasciando la dilettissima patria nostra? Chi quanto mi è rimasta impressa nell'animo la cara Genova! Quanto mi rincresce di avervi soggiornato cosi poco tempo! Adesso non veggo più quel bellissimo
1) Particolarmente interessante è una lettera inedita del Massari al Buffa del 10 giugno 1856, nella quale lo esorta a scrivere sulle condizioni di Napoli e lo informa che era in possesso di una memoria su Parma Tale memoria Gli stati parmensi iiclVnprile 1856, fa donata dal Massari al Buffa.
2) Cfr, soprattutto lu Rassegna politica del 31 luglio 1858 nella Rivista Contata-por ama, a. TI, vai. XIV, luglio-settembre 1858, pp. 159-160.
*) GIUSEPPE MASBAHI, Diario dalla cento voci (1858-1860), a cura di EMTT,TA MORELLI, Bologna, 1959, p. 5.