Rassegna storica del Risorgimento

MASSARI GIUSEPPE LETTERE
anno <1964>   pagina <233>
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Tre lettere inedite di Giuseppe Massari 233
la Camera dei Deputati non avrà tempo di occuparsi della discussione di quella legge. Il Conte di Montalembert ha pronunciato giorni sono un discorso alla Camera dei pari, il quale ha fatto molto senso per la sua arditezza e per la sua eccentricità: ci ha risposto Rossi,l' il discorso del quale è stato universalmente ammirato ed applaudito: egli ha portato nella questione quella gravità, quella sagacia e quel senno che i pensatori italiani sogliono apportare in tutte le que­stioni e sopratutto in quelle che sono ad un tempo pratiche e speculative, come è appunto quella dell'istruzione pubblica. Salutami di cuore il nostro Ver­dona, *) e digli che non ai scordi di me: io ho provato gran piacere di rivederlo e di esser sicuro che l'amicizia di lui non era venuta meno, malgrado il suo silenzio: io gli voglio bene da un pezzo e non cesserò mai di voleriene {sic), per­chè le sue belle qualità di mente e di cuore meritano stima ed affezione. Tante cose affettuose al nostro Maurizio: 3) mi rincrebbe proprio di cuore di non aver­gli potuto dare un ultimo abbraccio prima di lasciar Genova, ma non fu colpa mia: nella certezza che egli sarebbe passato da me non andai da lui: esprimigli tu dunque il mio sincero rincrescimento, e digli che serbo cara memoria della cordiale ed amichevole accoglienza fattami da lui. Ti prego pure di far le mie parti col tuo egregio fratello: spero che quando tornerò in Italia sarò piò for­tunato di questa volta e potrò abbracciarlo, e consacrare cosi colla sua cono­scenza personale quell'amicizia sinceramente sentita che io gli professo nn da ora. Mi aspetto coi tuoi suoi caratteri e con impazienza.
Abbi la bontà di presentare i miei ossequi all'Onorando Marchese Ricci4) e raccomandami alla sua buona memoria: io son rimasto incantato davvero del­l'istruzione, dell'assennatezza e di tutte le rare e pregevoli qualità di quell'ot­timo uomo, e quindi bramo che non mi cancelli interamente dalla sua memoria.
A te poi, Ignazio carissimo, non posso fare altro se non ripeterti le pro­teste di caldo e leale affetto, che ti ho fatte a viva voce, e assicurarti che io ti riguardo come antico e dilettissimo amico. Con questi sentimenti mi dico
Tutto tuo Giuseppe Massari.
dea linux, mondes, U 15 maggio 1844, VÉcole de Rosmini et ses adversttiros, les Portis poti-tiques en Italie et le gouvernement pontificai en 1844 sotto il titolo generalo La philosophic calholique en Italie, provocò, come è noto dal Carteggio, una presa di posizione da parte del Gioberti e del Massari, i quali reagirono con lettere in Italia e in Francia per smen­tire le affermazioni del terrari e, come sì sa, Gioberti preparò la propria difesa nell'opu­scolo Ripense à un artide de.Ut Revue dea deux mondes , Bruxelles, 1844. 11 28 maggio 1844 il Massari scriveva ancora al Gioberti: Il Lavcrgne è indeciso ora a scrivere sul vostro Primato (GIOBBRTJMASSAm, Corteggio ci*., p. 299); e) il Lavcrgne non scrisse ph*i Traila. Per quanto riguarda il Niccoiini, sulla Revue des deux mondes il Lavcrgne non scrisse nulla ad lioc. L'unico articolo uscito sul Niccoiini in tale rivista e quello di Ch. De Maznde, il 15 settembre 1845.
*' Pellegrino Rossi.
3) Luigi Verdona, medico genovese, direttore del manicomio o professore all'Uni­versità, di Genova, dove insegnò clinica montale.
*) Maurizio Bensa, patrizio liberale genovese, giureconsulto di chiara fama. Fece parte del Comitato dell'Ordine formato nel settembre del 1847 da Giorgio Doria in Genova. Collaborò nel 1848 alla Lega Italiana, il giornale politico fondato da Domenico Buffa .Raceliinde ancora motivi di interesse una sue orazione. Dell* condizioni sostali, Genova, 1873, pp. 21.
*) Vincenzo Ricci, futuro ministro dell'interno nel primo Gabinetto costituzionale