Rassegna storica del Risorgimento
MASSARI GIUSEPPE LETTERE
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1964
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Emilio Costa
II. A IGNAZIO BUFFA
Di Parigi il 25 novembre 1844 Mio carissimo Ignazio 59, Rue de Seine St. Gemi aia.
Chi sa cosa penserai di me e cosa dirai della mia povera persona! e veramente lasciai passare tanto tempo senza scriverti merita certamente qualche rimprovero. Ti dirò dunque a mia scusa che ho passato buona parte della state e tutto l'autunno in campagna, ed ho sempre differito scriverti al mio ritorno in Parigi. Dall'altro canto sai quanto la pigrizia è forte e possente in me: sicché mettendo nella bilancia un po' di occupazioni e un po' di negligenza avrai le ragioni e nel tempo stesso le scuse più valevoli, perché vere del mio prolungato silenzio. E tu cosa hai fatto di bello in questo frattempo? sei sempre stato a Genova, oppure sei andato a respirare l'aria dei nativi colli in Ovada? tutto quanto potrai dirmi che ti riguarda mi farà grandissimo piacere: sai quanto e come ti voglio bene, epperò devi capire che tutto quanto concerne la tua cara persona mi fa piacere e m'interessa davvero. Consacro l'altra metà di questo foglio a rispondere alla gentilissima lettera di tuo fratello, al quale ti prego far gradire il più che puoi le mie scuse: con esso lui non ho la stessa confidenza che con te, e quindi abbisogno ed impetro più che mai la cortese sua indulgenza. Qui nulla di straordinario né di nuovo che possa calerti? Il publico {sic) aspetta con molta impazienza due opere, le quali stanno sotto i torchi e che appena annunciate fan già parlar molto di loro. Una è la storia del Consolato e dell'Impero di Thiers, della quale tre volumi saranno dati alla luce nel mese di Gennaio prossimo, e l'altra è una specie di Storia dei municipii italiani, che sarà messa in vendita verso la stessa epoca e che ha per autore Victor Hugo. Tutti desiderano vedere in qual modo l'illustre e bizzarro poeta si trasformerà in poli-lieo e scrittore di Storia. *) Anche il Lamartine promette una Storia dei Girondini, e il Béranger nuove canzoni. Dacché non ci sìam più scritti è morto il venerando Fauriel, uno di quei francesi che meglio ci conoscevano e molto amava l'Italia nostra: io ne ho pianta la morte come di padre, di amico e di concittadino. Con lui ho spesso parlato di tuo fratello, del quale egli aveva il Cantastorie, 8) e ti assicuro che augurava assai bene di quel giovane e precoce ingegno. Presto le Camere saranno riaperte e vi sarà gran battaglia sulla questione del
*) Non ci risulta che Victor Hugo abbia scritto e pubblicato tale opera.
2) II Cantastorie, poesia popolari di DOMENICO BUFFA, Genova, 1842. Tale volumetto di cui HÌ tirarono 1100 esemplari fu largamente diffuso in Italia e fu conosciuto anche all'estero. È una raccolta delle poesie popolari già pubblicate dal Buffa mule Lettura di famiglia (e poi Lvtiuro popolari, fondate e dirette da Lorenzo Valerio) e uel Subalpino diretto da Massimo Montczumolo. Il Cantautori fu lodato dal Tommnaeo in una lettura del 2 aprila 1843 (cfr. TSMUJG COSTA, Tommaseo, Nigra e la raccolta di consoni popolari del Piemonti di Domenico Buffa, in Archivio Storico del Monferrato, a. I (I960), pp. 107-129; dal Capponi in una tetterà inedita del 18 aprile 1846 (archivio Buffa, Ovada); dal Mazzini, il quale in una lotterà alla madre del 20 marzo 1843 scriveva Ho ricevuto un pacco di scritti e giornali stampati in questi duo anni in Torino: tra gli altri un libricchiQ di poesie intitolato Il Cantastorie , d'un giovano Buffa che voi dovete conoscere almeno di nome... giovine di molto ingegno e di eccellenti intenzioni: dì questo libriccino, poiane