Rassegna storica del Risorgimento
MASSARI GIUSEPPE LETTERE
anno
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1964
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pagina
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Emilio Costa
sorta alcuna verso la città, nella quale attualmente dimoro: sono cosi contentissimo delle tante cose che vi ho imparate e delle tante belle conoscenze che vi ho fatto, ma cosa volete? fintantoché ci son stato uberamente e colla sicurezza di poter rivedere la patria diletta ero soddisfatto oltre ogni credere: adesso tutto è cambiato, e non so darmene pace. Se non avessi le consolazioni di qual-che amico vero e sviscerato la mia vita sarebbe insopportabile, perocché quel che manca in generale in questo benedetto paese son per l'appunto li affetti domestici, e per chi ha un po' di cuore quelli affetti sono gran parte, anzi la parte precipua ed essenziale della esistenza. Una delle persone che vedo più frequentemente e che io amo dippiù l'è il nostro gran poeta Berchet: egli adesso lavora poco, perché soffre molto al petto e deve aversi gran cura per non ammalarsi in questo perverso e sciagli rarissimo clima, ma vien preparando lentamente una traduzione di Cantiche popolari danesi,l) le quali serviranno come di continuazione alle Romanze spagnuole, pubblicate già parecchi anni or sono,2' e che voi avrete certamente lette. Berchet vuole farci conoscere la letteratura popolare delle diverse nazioni d'Europa, delle germaniche sopratutto: e io credo faccia cosa utilissima e bellissima. Egli era aiutato molto nelle sue ricerche dall'illustre e dotto Fauriel, ma la morte gli ha tolto quel prezioso ed abile collaboratore. Al principio di quest'anno un tedesco a nome Alfredo Reumont ha fatta in Berlino una lezione sulla poesia in Italia, che ha pubblicato col titolo Die poelische literatur der Italiens. Io l'ò letta: l'autore vi parla delle nostre cose con molta conoscenza di causa: vi son delle pagine consacrate a Manzoni ed a Leopardi assai belle. Spero che abbiate letto nel numero del 15 Settembre della Revue des deux mondes l'articolo del SainteBcuve sul povero Giacomo Leopardi: mi è parso lavoro ben fatto e assai utile alla fama di quel nostro illustre infelice. Saprete probabilmente qualche cosa dell'opera sull'Italia del Mit-termaier: {Italienische Zustande) la quale fa gran chiasso in Germania e più anche nella nostra penisola, dove pare che sarà presto tradotta.8) Vi ringrazio assai dei ragguagli che mi date su i nostri poeti popolari e spero poterne presto cavar profitto in un lavoro che sto meditando ed al quale spero poter consacrare qualche momento in questo inverno. Vorrei lavorar molto, ma ho sortito dalla natura un temperamento indolente anzi che nò, e poi le mie sventure e i miei tedii son poco fatti per incitarmi vi è maggiormente allo studio. Oh! perché non potete voi venire a passare un anno meco in Parigi! verreste ad abitar meco: saremmo sempre insieme, ed io vi farei da Cicerone nelle strade e nei Saloni di questa rumorosa città! È un voto, un desiderio sincero che io vi esprimo: se potrete metterlo in pratica sarà una fortuna per me. Insomma Ignazio o voi e meglio tutti e due, spero pure un bel giorno potervi abbracciare in Parigi. Intanto amatemi e credetemi di cuore.
Tatto vostro Giuseppe Massari.
J) Di quelle canzoni popolari danesi tradotte dal Berchet, è giunta fino a noi soltanto quella intitolata Abore Signiìdà (cEr. BEneiiKT. Opero, Bari, 1911, voi. I, pp. 395-403),
!> Vecchie romanze spaginiate, recate in italiano da C B., Bruxelles, 1837.
9) Karl Josef Mhtcrmaier (1787-1867). giurista e uomo di Stato tedesco. L'opera citata è uscita ad Heidelberg nel 1844 e fu tradotiu in italiano dall'ab. Pietro Mugna (Dette condizioni d'Italia, 1 HfH>),