Rassegna storica del Risorgimento

MASSARI GIUSEPPE LETTERE
anno <1964>   pagina <236>
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Emilio Costa
sorta alcuna verso la città, nella quale attualmente dimoro: sono cosi conten­tissimo delle tante cose che vi ho imparate e delle tante belle conoscenze che vi ho fatto, ma cosa volete? fintantoché ci son stato uberamente e colla sicu­rezza di poter rivedere la patria diletta ero soddisfatto oltre ogni credere: adesso tutto è cambiato, e non so darmene pace. Se non avessi le consolazioni di qual-che amico vero e sviscerato la mia vita sarebbe insopportabile, perocché quel che manca in generale in questo benedetto paese son per l'appunto li affetti domestici, e per chi ha un po' di cuore quelli affetti sono gran parte, anzi la parte precipua ed essenziale della esistenza. Una delle persone che vedo più fre­quentemente e che io amo dippiù l'è il nostro gran poeta Berchet: egli adesso lavora poco, perché soffre molto al petto e deve aversi gran cura per non amma­larsi in questo perverso e sciagli rarissimo clima, ma vien preparando lentamente una traduzione di Cantiche popolari danesi,l) le quali serviranno come di con­tinuazione alle Romanze spagnuole, pubblicate già parecchi anni or sono,2' e che voi avrete certamente lette. Berchet vuole farci conoscere la letteratura po­polare delle diverse nazioni d'Europa, delle germaniche sopratutto: e io credo faccia cosa utilissima e bellissima. Egli era aiutato molto nelle sue ricerche dal­l'illustre e dotto Fauriel, ma la morte gli ha tolto quel prezioso ed abile colla­boratore. Al principio di quest'anno un tedesco a nome Alfredo Reumont ha fatta in Berlino una lezione sulla poesia in Italia, che ha pubblicato col titolo Die poelische literatur der Italiens. Io l'ò letta: l'autore vi parla delle nostre cose con molta conoscenza di causa: vi son delle pagine consacrate a Manzoni ed a Leopardi assai belle. Spero che abbiate letto nel numero del 15 Settembre della Revue des deux mondes l'articolo del SainteBcuve sul povero Giacomo Leopardi: mi è parso lavoro ben fatto e assai utile alla fama di quel nostro illu­stre infelice. Saprete probabilmente qualche cosa dell'opera sull'Italia del Mit-termaier: {Italienische Zustande) la quale fa gran chiasso in Germania e più anche nella nostra penisola, dove pare che sarà presto tradotta.8) Vi ringrazio assai dei ragguagli che mi date su i nostri poeti popolari e spero poterne presto cavar profitto in un lavoro che sto meditando ed al quale spero poter consa­crare qualche momento in questo inverno. Vorrei lavorar molto, ma ho sortito dalla natura un temperamento indolente anzi che nò, e poi le mie sventure e i miei tedii son poco fatti per incitarmi vi è maggiormente allo studio. Oh! perché non potete voi venire a passare un anno meco in Parigi! verreste ad abitar meco: saremmo sempre insieme, ed io vi farei da Cicerone nelle strade e nei Sa­loni di questa rumorosa città! È un voto, un desiderio sincero che io vi esprimo: se potrete metterlo in pratica sarà una fortuna per me. Insomma Ignazio o voi e meglio tutti e due, spero pure un bel giorno potervi abbracciare in Parigi. Intanto amatemi e credetemi di cuore.
Tatto vostro Giuseppe Massari.
J) Di quelle canzoni popolari danesi tradotte dal Berchet, è giunta fino a noi sol­tanto quella intitolata Abore Signiìdà (cEr. BEneiiKT. Opero, Bari, 1911, voi. I, pp. 395-403),
!> Vecchie romanze spaginiate, recate in italiano da C B., Bruxelles, 1837.
9) Karl Josef Mhtcrmaier (1787-1867). giurista e uomo di Stato tedesco. L'opera citata è uscita ad Heidelberg nel 1844 e fu tradotiu in italiano dall'ab. Pietro Mugna (Dette condizioni d'Italia, 1 HfH>),