Rassegna storica del Risorgimento
CLERO MANTOVA 1848-1849
anno
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1964
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pagina
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261
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Il cirro mantovano e i procèssi politici dell' Austria 261
apologia delle sette segréte dirette a detronizzare i legittimi sovrani, ed anche a lottare contro il principato civile del pontefice, apologia che, inutilmente, il Martini negherà di aver voluto fare quando sarà chiamato a discolparsi dinnanzi alla congregazione dell' indice. Il Martini, infatti, ebbe il torto di dipingere come cattolici, e liberali nel contempo, undici sciagurati, tre dei quali insigniti del sacerdozio, convinti di alto tradimento politico contro la signoria dell'Austria nel LombardoVeneto e spenti in via di giustizia.
Il segretario dell'indice, il frate Girolamo Pio Saccheri, si affannò a voler dimostrare il carattere settario del liberalismo di quegli sciagurati, chiamati fratelli (!), liberalismo assai lontano dallo spirito cattolico. E ciò perchè i fatti dimostrarono 1 fallimento del preteso proposito dei congiurati di cooperare per la confederazione italica sotto la presidenza del romano pontefice, portando alla confederazione della rivoluzione italiana con il Diavolo e la inesistenza della serietà di quel proposito, se quegli undici strozzati si allearono con Giuseppe Mazzini ... ed uno di essi, il Frattini, fu ferito nel 1849 dalle galliche schiere venute per la difesa del pontefice re .
Particolarmente indegno il sacerdote Tazzoli, che immemore del fatto che il ministero ieratico deve astenersi dalle politiche mene, si rese, invece, diretto complice del Mazzini con lo spaccio delle cartelle del prestito emesse a nome del famoso agitatore. Ingenuamente, del resto, avrebbero fatto capo all'ipocrita Gioberti, che non credeva neppur lui alla stabilità del suo divisato sistema confederativo, convinto che dopo la morte di Pio IX cesserebbe il principato civile dei papi.
Quel Tazzoli che osò criticare il Sommo Pontefice per l'ordine, impartito al vescovo di Mantova, di degradarlo, in caso di condanna a morto ! E osò after-mare che il pontefice avrebbe creato una norma retroattiva perchè la degradazione non era contemplata dai canoni ! Come se le disposizioni del papa non avessero forza e prevalenza innovativa su tutti i canoni in qualunque momento ! Il Martini avrebbe, poi, maliziosamente sottovalutato le ultime raccomandazioni del Tazzoli ai preti di non impicciarsi menomamente in faccende politiche, dipingendolo a viva forza cattolico eliberale nel contempo. Ma se quegli sciagurati morirono da cattolici, con questo sconfessarono il liberalismo di Mazzini e di Garibaldi !
(Con questo semplice dilemma scolastico l'inquisitore risolveva un. problema, che, già allora, era più grande di lui, se, cioè, la Chiesa avesse o meno fatto mi matrimonio indissolubile tra cattolicesimo e legittimismo assolutistico: per fortuna della Chiesa tra quei due elementi è intervenuta prima mia cauta separazione, e poi il divorzio).
Perchè poi chiamarli martiri, usurpando paganamente una parola cristiana ? Sia, pertanto, condannato il libro del Martini, prete cattolico, che tali li definisce e come tali li esalta.
Mona. Martini aveva dichiarato, nelle difese appassionate dell'opera sua e della memoria dei martiri (martiri in quanto testimoni di una fede politica e sociale e di una idea morale tutt'altro che condannata dalla ortodossia cattolica, dopo l'auspicato divorzio dal legittimismo), che ai sarebbe umilmente sottomesso alla eventuale condanna. Ma la condanna, come s'è detto, non venne: *) venne, in sua vece, la raccomandazione di troncare la diffusione del libro e di istaurare
]) Cfr. A. hvuo. Profili biografici e bonetti storici* cit., p. 893.
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