Rassegna storica del Risorgimento
CAPELLO LUIGI
anno
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1964
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pagina
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265
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Ancora del generale l-uigi Capetto 265
Contribuirono a far mancare V occasione cortamente la titubanza del comando supremo - l'inettitudine dei G.li Etna e Zincone e la poca audacia delle truppe.
Ma questo è troppo poco. Mi occorrono altre notizie che soltanto lei può darmi.
E mia intenzione valorizzare quell'episodio e il suo ideatore. È opera di giustizia tanto più che è poco noto.
Sia così cortese da fornirmi sia pure brevemente tutto quanto si riferisce a <pu 11 'azione, dalla preparazione alla esecuzione. Non è necessario dilungarsi, ma opportuno citare qualche particolare che abbia particolare interesse pel pubblico.
Ella naturalmente può contare in modo assoluto sulla mia discrezione.
lo sarò a Roma certamente il 31 corrente e conto trovare una sua cortese risposta che voglio sperare affermativa.
Saluti cordiali a lei ed all'amico direttore
Afl'.mo Capello Luigi
Risposi che avevo in preparazione Il sogno di Carzano e che appena pronte le bozze gliele avrei portate. Non potei farlo subito per varie vicende. Ma non potei farlo neppure in seguito perchè le bozze, stampate agli inizi del 1924 in una tipograna di Trieste e inviate in fogli all'editore Cappelli di Bologna per l'impaginazione e diffusione, vennero sequestrate con provvedimento contemporaneo a Trieste e a Bologna. Le casse vennero portate nei sotterranei della Prefettura di Bologna e andarono poi disperse pei bombardamenti dell'ultima guerra.
L'incomprensibile ordine di sequestro mai voluto revocare era stato ordinato dal Ministero dell'Interno su richiesta di quello della Guerra, con la scusante che il libro rivelava un episodio di guerra che era meglio non divulgare (e tutta la stampa austriaca e tedesca, nonché quella italiana ne aveva parlato e riparlato e vi era stata anche una discussione alla Camera dei Deputati austriaca!); in realtà il provvedimento era stato preso perchè sollecitato dal segretario federale di Trieste, che per alcuni miei interventi mi considerava poco simpatizzante con il fascismo. Erano già tempi dimoili per chi osava esprimere certe verità.
9) Non seppi più nulla di Capello sino al 1925, anche perchè dovetti soggiornare a lungo all'estero per cose personali.
Solo nel novembre 1925, quando comandavo interinalmentc a Trieste, il 152 reggimento fanteria, brigata Sassari , seppi ancora di Capello. Era giunto l'ordine di comunicare a gran rapporto un commento da Roma riguardante l'attentato a Mussolini.
Io lessi il commento, ma sentii il dovere morale di completarlo con parole press'a poco di questo tenore: Io ho conosciuto personalmente, sino dal 1910, il generale Capello. Ufficiale valoroso, colto, medio intelligente. Non posso e non voglio credere che un simile ufficiale,, già degno comandante di una armata in guerra, possa essere immischiato in cosi losca faccenda .
Otto giorni dopo ero collocato a riposo. D'autorità. Sdegnai di presentare qualsiasi ricorso.