Rassegna storica del Risorgimento

MUSEO CIVICO <> DI COMO
anno <1964>   pagina <267>
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MUSEI, ARCHIVI E BIBLIOTECHE I
IL RIORDINO DELLA SEZIONE RISORGIMENTO DEL MUSEO CIVICO G. GARIBALDI DI COMO
Dal 4 novembre 1963 il Museo civico storico risorgimentale G-. Garibaldi vive una nuova vita: dopo ima. chiusura di qualche mese, infatti, ha riaperto in quei giorni i battenti ampliato e completamente rinnovato. Alle sale già esistenti se ne sono aggiunte due interne, già destinate ad altro uso, ed in questo ambiente, purtroppo ancora forzatamente limitato, è stato risistemato il ricco materiale documentario che prima era affastellato o riposto in attesa di una valorizzazione. I cimeli sono stati esposti in modo più rispondente alle attuali esigenze del pub­blico ed ai nuovi criteri museogranci che sono strettamente legati alla funzione didattica dei Musei.
Oggi infatti, non si richiede più solamente ai Musei di raccogliere é con­servare , ed il loro problema non si limita a quello di materiale restaurato, che viene nuovamente esposto al pubblico, ma si fonda essenzialmente su una nuova posizione di principio ben più profonda e complessa. Secondo la vecchia e sorpassata concezione, purtroppo ancora sostenuta da uno sparuto gruppo di studiosi, i Musei e le raccolte storiche ed artistiche avevano la funzione di servire, e quindi di essere intellegibili, ad una sola cerchia limitata di conoscitori e di appassionati. Per questa ragione e per il loro carattere così saturo di anti­chità e di erudizione, erano fino ad oggi qualcosa di avulso dalla grande massa dei visitatori. Solo i più sensìbili a questi problemi potevano tutfal più consi­derare le tetre sale come dei sacrari del passato, molto degni di rispetto, ma anche molto vicini allo spirito dei cimiteri. Perciò, se in questa turbinosa vita odierna, spasmodicamente tesa nel suo continuo divenire, questi istituti di cultura ed arte vogliono continuare a vivere assolvendo al completo il loro altissimo compito. che è pur quello di raccogliere e conservare, ma non come fine a se stesso, bensì come mezzo per educare, devono spalancare le proprie porte ai più, uscendo dalla tetraggine e disperdendo quella atmosfera pesante ed accademica che vi ristagnava. Debbono, insomma, assolvere quella che è la loro funzione di anello di congiunzione fra lo studioso, che con le sue ricerche fondate sulla testimonianza del passato tende ad aprire nuovi orizzonti allo scibile umano, ed il grande pubblico che vuole avere dai propri musei una spontanea ed efficace dimostra­zione visiva di ciò che ha appreso astrattamente sui libri ai tempi della scuola. Alla luce di questo moderno spirito le raccolte storiche ed archeologiche diven­tano degli organismi vivi e sempre più compresi nella loro funzione didattica.
Tutte le molteplici esperienze del passato, anche se relativamente pros­simo, devono far conoscere se stesse alla società attraverso la vita quotidiana nei suoi vari aspetti; fra quello che è stato, che è e che sarà non esiste soluzione li continuità, poiché il concatenarsi dogli eventi storici, grandi e piccoli, ha un comune denominatore ed un filo conduttore nello spirito umano. Su così pensati' ed organizzata, i Musei sono veramente scuola di vita e contribuiscono ad elevare culturalmente le masse, ma questo si' può ottenere solo portando veramente