Rassegna storica del Risorgimento

MUSEO CIVICO <> DI COMO
anno <1964>   pagina <268>
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Mariticela Ballotti Zecckinetti
i Musei alla portata di tutti) svecchiandoli, alleggerendoli, rinnovando insomma radicalmente ì criteri con cui il materiale è esposto. Per scendere ad esempi, nelle sale destinate al pubblico devono essere lasciati solamente i cimeli più significativi e rappresentativi, mentre il materiale eccedente o ripetuto va rac­colto in magazzini-depositi ben organizzati, dove lo studioso possa analizzarlo per proprio conto comodamente. Non si deve, quindi, temere d'esser tacciati d'iconoclasti per aver relegato in un magazzino effigi o busti di personalità, quando ne esistano analoghi di maggior valore storico o documentario; ed il dona­tore non deve aversela a male se quanto costituiva per lui un raro e caro cimelio non ha avuto nelle sale un posto d'onore, perchè nell'allestimento il singolo deve essere compendiato nelle superiori necessità di una rassegna storica: e questa è la difficoltà maggiore che si presenti per un buono e moderno allestimento.
Accanto a questi criteri pratici, è di basilare importanza l'impronta che si vuol dare ad un determinato Museo, poiché questa è caratterizzata dalla scelta del materiale da esporre, il che naturalmente non esclude che il restante materiale trovi degna sistemazione nei magazzini, la cui funzione è stata illustrata poco sopra.
Nel caso specifico del Garibaldi di Como, trattandosi di un Museo lo­cale , si è dato particolare rilievo all'elemento comasco, dal più noto al meno appariscente, in modo che luoghi, fatti e personaggi rivelino la loro entità nel vasto sfondo del Risorgimento nazionale. In ciascun periodo, essendo le sale ovviamente ordinate con una successione cronologica, i cimeli sono stati rag­gruppati in settori distinti, secondo i componenti dei periodi stessi, in modo che anche il visitatore meno preparato possa facilmente compenetrare lo spirito di un determinato periodo storico nelle varie espressioni del pensiero che ne hanno prodotto gli eventi particolari. Nella attuale sistemazione si è pur tenuto pre­sente il carattere del pubblico di oggi, assolutamente incapace, per l'eccessivo sforzo nervoso a cui è quotidianamente sottoposto, di leggere lunghe didascalie o di ascoltare dettagliate spiegazioni, e la conseguente necessità di ridurre al minimo gli scritti aiutandosi il più possibile con esempi visivi: ad esempio, un manichino vestito dell'uniforme della Guardia nazionale serve infinitamente più di tante spiegazioni a far conoscere e ricordare l'esistenza e l'entità di quel glorioso Corpo.
Altro sistema adottato per attirare l'attenzione, è stato quello di compilare le didascalie dei singoli pezzi con dati concisi e con particolari atti ad incuriosire il visitatore: colpisce maggiormente, sotto ad un kepi, la scritta Kepi del 7 Rgt. Fanteria Nizza la Marina, oggi Cuneo , secondo la chiara schematizza­zione propria dell'esercito, che non una lunga, alata e dotta spiegazione. Inoltre, in questo caso, il riferimento all'attuale nome del reparto richiama istintiva­mente l'attenzione anche del più profano: chi in Italia non ha indossato l'uni­forme militare almeno per il servizio di leva? Ed allora quei nomi, toccando qualcosa di conosciuto, diventano vivi.
Che lo scopo prefisso nel riordino del nostro Museo secondo questi criteri sia stato raggiunto, lo dimostrano i visitatori di tutte le età e di tutti i ceti sociali che si sono avvicendati nella Seziono Risorgimento da quella piovosa giornata di novembre in cui il Sindaco di Como, avy. Lino Golpi, lo inaugurava ufficialmente.
Molto è già stato scritto sull'argomento dalla stampa cittadina, e su questo Museo hanno già visto la luce due pubblicazioni: la Breve guida illustrata