Rassegna storica del Risorgimento

MUSEO CIVICO <> DI COMO
anno <1964>   pagina <269>
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Musco Civico G. Garibaldi di Como 269
stampata a cura della Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo* ed il Catalogo scientifico Testimonianze e Cimeli pubblicato a cura del Comune di Como con il contributo del Rotary Club; ma io qui vorrei sottolineare lo spirito del lavoro, le piccole scoperte e le molte soddisfazioni conosciute solamente dal ristrettissimo gruppo dei collaboratori che sono state per così dire il viatico quotidiano della complessa sistemazione.
Il contenuto della Sezione si può sintetizzare così: dopo un breve accenno ai prodromi del Risorgimento, il 1848 in cui Como ebbe le sue 5 Giornate , il 1859 con la battaglia di San Fermo, l'epopea garibaldina, cui Como partecipò vivamente anche per aver Garibaldi fatto di Palazzo Olginati il suo Quartier Generale nel giugno del 66 , una documentazione delle campagne d'Africa e dei due conflitti mondiali 1915-18 e 1940-45 idealmente collegati dal ricordo degli Eroi comaschi di tutte le guerre.
Nel breve ingresso, dove domina un busto in marmo bianco di Giuseppe Garibaldi, opera dello scultore Clerici, quasi a perpetuare la presenza fisica dell'Eroe fra quelle mura che più volte lo videro ospite dei nobili Olginati, pochi ma significativi oggetti ricordano i vari periodi precedenti alle guerre del nostro Risorgimento: dalle fotografie di un sabretaehes da capitano e di un dol-mann ed un gilet da ussaro degli Hussards de Como costituiti da Napo­leone nel 1797 e di stanza a Como, fino allo scialle usato da Federico Gonfalonieri al suo ritorno dallo Spielberg, e documentato Parco di storia che ci porta ai primi sogni d'indipendenza nati nell'euforia della Repubblica Cisalpina e del Hegno Italico alla triste realtà del carcere asburgico e dell'esilio che precedettero il sacrificio sui campi di battaglia e sulle barricate cittadine.
Agli Austriaci, ai cospiratori ed agli insorti delle 5 Giornate di Como, alle Colonne di Volontari comaschi che ne seguirono, alla Guardia Nazionale ed all'Esercito SardoPiemontese sono dedicati altrettanti settori della sala, dedicata al 1848-49, mentre sul pavimento campeggia lo stemma comunale di Como all'epoca della dominazione austriaca sormontato dall'aquila bicipite: porzione di pavimento musivo strappato dalla vecchia sala del Municipio.
Fra i cimeli più significativi da ambo le parti sono i resti della Bandiera del Reggimento austriaco Prohaska, il nero cappello di un ignoto cospiratore, il piccolo scapolare coccarda di un chierico del Seminario di S, Abbondio, e le ricche multicolori spalline e spadino da Commendatore dell'Ordine di Malta del marchese Giorgio Raimondi, il futuro suocero di Giuseppe Garibaldi, i quali ultimi tre cimeli dimostrano anche visivamente la partecipazione di tutti i ceti sociali ai moti risorgimentali, mentre il sacrificio dell'Esercito Reale Sardo è ricordato particolarmente da una rarissima lucerna da ufficiale dei Carabinieri, dal kepi di un fante del 7 Rgt. Nizza la Marma e da un elmo del Reparto Caval-leggeri Lombardi composto da volontari.
La sala si chiude con i nomi dei comaschi caduti in questo periodo in com­battimento, sul patibolo, o sotto il piombo dei plotoni di esecuzione.
Nella sala dedicata alla campagna del 1859 hanno ovviamente un particolare rilièvo il Corpo dei Cacciatori delle Alpi e la battaglia di S. Fermo del maggio di quell'anno. I cimeli ed ì documenti più importanti sono il quadro del De Al­bertus dipinto nel 1860 e raffigurante la morte del capitano De Cristoforis, che oltre al valore artistico, ha pure un importantissimo valore documentario per l'assoluta fedeltà, anche nei minimi particolari, con cui presenta l'equipaggiai mento e l'armamento di quel Corpo dì Garibaldini in uniformo regia. Inoltre,