Rassegna storica del Risorgimento

MUSEO CIVICO <> DI COMO
anno <1964>   pagina <270>
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Mariticela Bulloni Zocchinellì
fa maschera prese dal volto di alcuni caduti di S. Fermo, la feluca di un funzio­nario ed il berretto di un Cacciatore austriaco, oltre alla copia fotografica della pagina del Registro dei Morti della Parrocchia di S. Salvatore in Borgovieo in cui sono segnati i nomi di sette militari francesi feriti deceduti in Como.
Le varie campagne che vanno dal 1860-61 al 1866 ed infine al 1870 sono documentate in quella sala che si riferisce alla Epopea Garibaldina e che si potrebbe anche chiamare la sala delle divise, le rosse giubbe e camicie del Corpo Volontari Italiani , comunemente detti Garibaldini , che s'affacciano da vetrine e da quadri in una leggendaria sequenza dalla campagna dei Mille fino ai volontari di Domokos e delle guerre balcaniche attorno all'Eroe che fu il loro duce.
Giuseppe Garibaldi, la cui presenza reale si ripetè più volte proprio in questo ambiente, domina da una grande tela del Binnati vicino ad una camicia rossa delle ultime campagne e ad altri significativi suoi ricordi. Fra i cimeli di quelli che furono suoi soldati meritano particolare attenzione la giubba del Colonnello Enrico Pcssina, l'elmo piumato e la giubba da Generale di Divisione del R. Esercito di Giuseppe Sirtori, e la uniforme con feluca da Ministro di Paolo Carcano.
Anche il R. Esercito Italiano di Vittorio Emanuele H è presente in tutte le sue gerarchie e specialità, dalla bandoliera da ufficiale medico del nob. dottor Alessandro De Orchi, al kepi, borraccia e zaino di un soldato del 49 Rgt. Fanteria Parma ed al berretto di un tenente della Guardia Nazionale Valtellinese. L'avversario è ricordato da un libretto di manovra di zuavo pontificio e da una carabina Reniington pure pontificia.
Passando dalla sala dell'Epopea Garibaldina al locale dedicato alle cam­pagne d'Africa si fa evidente che un nuovo ciclo storico si è aperto per gli Ita­liani. Sul vecchio ceppo risorgimentale romantico si innesta e ai sviluppa un nuovo stato d'animo, una nuova psicosi, fascino avventuroso ed arcano di lon­tane terre africane e generoso impulso di pionieri verso regioni da colonizzare. Nasce cosi quel complesso sentimento che successivamente verrà chiamato mal d'Africa .
Ogni campagna d'oltremare è qui ricordata, dalle prime sfortunate battaglie di Dogali e di Adua alla Guerra Italoturca del 191112, alla successiva rioccu­pazione della Libia fino alla conquista dell'Impero del 1935-36 eloquentemente testimoniata dalla giubba d'ufficiale dei Reparti coloniali della Medaglia d'Oro, S. Tea. degli Alpini, Giuseppe Massaia.
Dopo l'Africa, ecco l'ultima guerra dell'Indipendenza italiana, la Grande Guerra del 191518. In questa sala si accentua quella che è la caratteristica saliente della Sezione Risorgimento del civico Museo G. Garibaldi , quella cioè, ai raccogliere i cimeli ed i ricordi che riguardino particolarmente l'animo dell'uomo soldato, la sua essenza umana e psicologica. Ed è per questo che l'elemento predominante è dato da una figura vestita nella divisa grigioverde della fanteria di linea italiana.
Lungo le pareti si fronteggiano come allora preziosi cimeli degli opposti eserciti attorno alle effigi dei loro sovrani ed alle loro bandiere, mentre l'ugua­glianza del sacrificio è simboleggiata dalla piastrina di riconoscimento di un combattente di entrambe le armate.
L'esposizione di questi cimeli si chiude con la nota semplice ed umana data da una notevole collezione di oggetttni ricavati da residuati bellici, durante