Rassegna storica del Risorgimento
MUSEO CIVICO <
> DI COMO
anno
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1964
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271
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Museo Civico G. Garibaldi di Como
271
le lunghe ore di trincea da soldati dei due eserciti con la genialità e la pazienza propria degli umili.
Il collegamento fra la prima grande guerra e la seconda è dato dal locale dedicato al valore comasco, dove sul bianco delle pareti si staglia l'azzurro dei nastrìni delle Medaglie al Valor militare iniziando dalla battaglia di Novara del 1849 fino ai giorni nostri, ed alternando nomi noti a quelli di oscuri ma parimenti eroici figli della terra comasca. Tutti, anche gli involontariamente dimenticati, e gli Eroi senza medaglia, sono ricordati dai distintivi dei Veterani, dei Combattenti, delle Madri, Vedove ed Orfani di Caduti, e del Nastro Azzurro.
All'ultimo conflitto, 1940-45, diviso nei due periodi che lo caratterizzarono, è infine dedicata l'ultima sala. Qui, data la relativa vicinanza dell'avvenimento, è prematuro cercare di trarre delle conclusioni sul piano storico, cosa che d'altro canto esula dall'intrinseca funzione dei Musei, i quali sono solo strumenti della ricerca storica e scientifica: non scrivono la storia, ma forniscono agli storici venturi, imparzialmente ed al di sopra delle passioni, quelle testimonianze e quei cimeli che siano idonei ad una oggettiva valutazione dell'evento, anche se l'oggetto esposto ricorda ore tragiche che si preferirebbe dimenticare.
I Musei, oltre al compito didattìco-divulgativo già analizzato, hanno pure quello di illustrare a sempre più vasti strati di popolazione gli episodi salienti della storia di un popolo nella buona e nella avversa sorte, abituando il visitatore a saper guardare il recente passato con imparzialità e sensibilità storica.
La continuità del dovere al di sopra degli uomini e delle loro ideologie è qui efficacemente rappresentata dall'eroica famiglia Vcnini originaria di Va-renna, padre e figlio Medaglia d'Oro, l'uno caduto a Cima Maggio nel 1916, l'altro in Albania nel 1941, ed i loro magnifici testamenti spirituali, per il profondo contenuto umano, sono la documentazione più eloquente dello spirito dei combattenti delle due ultime guerre.
Elmetti, oggetti di equipaggiamento, mostrine ed armi italiane documentano le varie fasi della immane lotta su tutti i fronti, e la lunga prigionia in lontani campi di concentramento. Pure gli eserciti che ci furono avversari od alleati sono imparzialmente ricordati attraverso interessanti cimeli. Un posto d'onore infine è riservato ai documenti relativi al 67 Bgt. Fanteria, che per tanti anni ebbe propria sede in Como e nel quale militarono innumerevoli i comaschi.
Visitando ora le sale di palazzo Olgiiiati è difficile immaginare quanta passione e, diciamo pure, quanto amore per il passato e perla storia d'Italia abbiano richiesto la sistemazione e la catalogazione di una mole di materiale tanto copiosa. E proprio in questo spirito mi sono stati di insostituibile aiuto i miei collaboratori, che con giovanile e generoso entusiasmo si sono prodigati ricordando di essere, prima ohe professionisti, tecnici e studiosi, ufficiali di quell'Esercito italiano il cui sacrificio è inequivocabilmente ricordato nelle sale del Museo Storico G. Garibaldi. *>
MARIUCCIA MELLONI ZECCHINELLI
1) Per l'archivio annesso al Museo, vedi' GIUSEPPE MORI, L'archivio del Museo del Risorgimento G. Garibaldi in Como, pubblicato nella sua Biblioteca Scientifica (Foriti 33), dall'Istituto per la storia del Risorgimento italiano nel 19-13.