Rassegna storica del Risorgimento
MUSEO CIVICO <
> DI COMO
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1964
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pagina
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276
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276 Libri e periodici
affrontato1 un problema sul quale gli stono! non hanno ancora sufficientemente fermato la loro attenzione e che merita dì essere oltcrionnente approfondito. Sull'insigne porporato napoletano* come sulla maggioranza dei vescovi italiani, manca ancora una biografia, che, superando l'impostazione apologetica di quelle finora esistenti, ne studi la vita con criteri scientifici e obbiettività storica. Al Russo va il merito (anche se alle volte gli si può rimproverare una troppo palese simpatia per il suo personaggio) di aver compiato un primo passo su questa strada.
Il suo volume si impone inoltre all'attenzione degli studiosi per i numerosi documenti (ma perchè ad alcuni non è. stata posta l'indicazione della fonte?), pubblicati in appendice, i quali, oltrepassando i limiti cronologici della trattazione, giungono fino al 1867, permettendo di estendere lo sguardo a diversi aspetti della confusa situazione creatasi a Napoli dopo l'unità'.
Particolarmente interessanti molte lettere di vescovi, i quali si mantengono in costante contatto col cardinale, anche quando questi è lontano, gli sottopongono i loro dubbi e chiedono consigli. A tale proposito, per inciso, ci sia permesso notare che una maggiore cara nell'indice dei nomi avrebbe potuto rendere più agevole allo studioso la ricerca e l'identificazione dei vari prelati.
Alcuni documenti infine rivelano dati preziosi riguardo al clero patriottico e nazionale nelle province meridionali e aiutano ad inquadrare nella loro vera luce diverse figure di questi ecclesiastici e a sfamare e differenziare le singole posizioni. Nelle carte della prefettura e della polizia si trova la conferma che non sempre essi sono stati mossi da alti ideali nell'appoggiarc il nuovo governo. Spesso, come ad esempio per mons. Caputo o il Postiglione, che si era nominato vicario generale di Ischia, si tratta piuttosto di motivi di interesse e di ambizione personale, tutt'altro che degni di considerazione. Tra i documenti particolarmente utili per uno studio sul clero napoletano, citiamo due lettere, una del Pisanelli del '63 (doc. 67) e l'altra del questore di NapoU del '66 (doc. 93). che contengono severi giudizi sui preti patriottici e riformisti, tra i quali pochissimi sarebbero quelli che per onestà di principi, per interezza di condotta, e per istruzione meritano la considerazione del governo .
MARIA LUISA TREBILIANI
Carteggio Volpe - Cavalletto (1860-1866) raccolto e annotato da LETTERIO BRIGUGLIO; Padova, Comitato di Padova dell'Istituto per la storia del Risorgimento italiano, 1963, in fi, pp. CVI-97. S. p.
Impropriamente, e solo per richiamarsi al precedente volume edito dallo stesso Comitato e dedicato per le cure di Giovanni Quarantotti al Carteggio Cavalletto-Luciani, l'odierno volume si intitola Carteggio Volpe-Cavalletto. Infatti il curatore Letterio: Briguglio ha potuto rintracciare soltanto le lettere di don Angelo Volpe al Cavalletto, segretario del Comitato politico centrale veneto di Torino fra il 1860 e il 1864, e le pubblica qui dagli originali conservati nella Biblioteca del Musco civico di Padova; le risposte del Cavalletto invece non compaiono, andate come sono disperse e forse distrutte dopo la morte del Volpe a Brillino. Il volume tuttavia risulta ricco ed organico, poiché il Briguglio ha premesso alle lettere un'ampia introduzione, frutto di lunghe ricerche d'archivio (specie nell'Archivio di Venezia), e vi ha aggiunto qualche altro scritto del Volpe, come il famoso opuscolo su La Questiono romana e il Clero veneto (1862) oggi quasi introvabile. Cosi, mentre le lettore del Cavalletto e del Luciani bene illustrano la posizione del Comitato veneto circa la questiono adriatica e del confine orientale, queste lèttere del Volpe col saggio che le precede servono ad illustrare l'atteggiamento del Comitato sulla questione romana nel periodo cruciale che va dall'annessione al Piemonte delle Marche e dell'Umbria, alla istituzione del Bagno d'Italia, olla pubblicazione del Silluho, all'avviarsi a solnzione della questione veneta in senso stretto.