Rassegna storica del Risorgimento
MUSEO CIVICO <
> DI COMO
anno
<
1964
>
pagina
<
278
>
278 Libri e periodici
o a mona. Bernardi (conservate al Museo Correr di Venezia), poiché riguardano il perìodo più importante di attività del Comitato Veneto.
L'attività del cloro emigrato non ai limitò al Volpe* Campioni autorevoli dell'anti-temporalismo e dell'avversione all'Austria furono puro Antonio Cote, Ferdinando Verde, Giacomo Pittana e Giuseppe Valussi, che onorevolmente il Briguglio ricorda ed illumina. Accanto a questi e al dotto Jacopo Bernardi (emigrato però fin dal 'SI e non nel '61; cfr. il saggio di G. Quarantotti negli Atti e Memorie della Società istriana di archeologia e storia patria, voi. LV1I. 1957) vi furono tanti altri, forse meno combattivi nel giornalismo e nella polemica, ma emigrali per arruolarsi come cappellani militari o come semplici combattenti, ad ogni modo sempre per motivi politici: ricorderei fra loro Luigi Nalcsso, Domenico Tornio, Giovanni Gallino, Giovanni Bertanza, Francesco Borgheselao e il Tornasi e il Sacconi, oltre a quanti sono elencati dal Briguglio. U quale propone di chiamare il loro grappo, tendente sì al rinnovamento etico e politico, ma non a quello sociale, cattòlico-liberalmoderato: non era più semplice, ed ugualmente legittima, la vecchia denominazione di patrioti unitari e di clero nazionale?
Lo scrupolo col quale il Briguglio ha curato la pubblicazione di lettere e scritti del Volpe (sono un'ottantina preceduti da un centinaio di pagine d'introduzione) va elogiato soprattutto per il largo uso di documenti inediti, sottoposti ora per la prima volta all'esame degli studiosi, che permetteranno di affrontare lo studio dell'opinione pubblica nel Veneto del Risorgimento di bel nuovo, sotto nuove prospettive e con nuovi argomenti. Le carte del Cavalletto, che il nostro Comitato padovano si propone ancora di pubblicare recheranno nuova luce su tanti discussi problemi, specialmente se come nei due volumi finora comparsi i curatori si serviranno di questa base per ampliare fi loro quadro con documenti di altri archivi (padovani e veneziani e torinesi) e con la ricca pubblicistica che da cent'anni a questa parte si è venuta accumulando. Auguriamo dunque una degna continuazione alla bella iniziativa che giustamente può considerarsi la miglior maniera di prepararsi a celebrare nel 1966 il centenario della liberazione del Veneto.
FRANCESCO DE STEFANO e FRANCESCO LUIGI ODDO, Storta della Sicilia dal 1860 al 1910; Bari, Laterza, 1963, in 8, pp. 461. L. 3.200.
Nel 1948, accolta da larghi consensi della crìtica, vedeva la luce ad opera di Francesco De Stefano nella Biblioteca di Cultura moderna della casa Laterza una Storia della Sicilia dal sec, XI al see. XIX intesa a ricostruire, osservava il Romano (in Rivista Storica Italiana, 1950, fase. Ili, p. 430 e sgg.) il cammino lento e tenace del sentimento autonomistico siciliano ricercato nelle primitive forme di difesa dei privilegi locali, fino a che da mito culturale delle memorie storiche, si fa coscienza giuridicopolitica e poi storico-politica dell'indipendenza e infine sentimento politico di autonomia.
A distanza di quindici anni, in inlima collaborazione con Francesco Luigi Oddo, lo stesso autore ha disegnato una sintesi di largo respiro della storia della Sicilia dal 1B60 al 1910 inserita dalla stessa casa editrice nella predetta collezione.
L'impostazione metodologica dell'opera non si discosta nel disegno generale da quella etico-politica di tipo crociano cni il De Stefano si era ispirato nella precedente ricostruzione della storia siciliana limitata al 1860.
Con tale fisionomia essa s'inserisco nella serie delle indagini condotte con particolare impegno dalla storiografia dell ultimo ventennio per valutare Btoricamenle, al di là e al di fuori di ogni sterile polemica, i vari aspetti del complesso processo attraverso il quale l'Isola man mano è entrata a far porte integrante dello Stato unitario.
Condotta, come si è detto, secondo la tecnica narrativa d'ispirazione crociana hi ricostruzione abbraccia nelle loro reciproche interdipendenze gli aspetti strutturali della